Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca Taormina

Gli appalti dell'acquedotto di Taormina, ridotta a quasi tre anni la pena per l'imprenditore Cipolla

La decisione della Corte di Appello di Messina, nell'abbreviato di primo grado l'imputato era stato condannato a cinque anni. Disposta la liquidazione per la Parte civile Asm

Ridotta in appello a due anni e dieci mesi di reclusione la condanna per l'imprenditore Francesco Cipolla. E' quanto ha deciso il Secondo grado del tribunale di Messina per l'imputato del processo sulla gestione degli appalti relativi all'acquedotto di Taormina. In primo grado, nel luglio 2022, con il rito abbreviato, il gup Tiziana Leanza aveva decretato due assoluzioni per altri due imprenditori Vincenzo Caserta e Pietro Monaco e la condanna di Cipolla a cinque anni. Sentenza, quest'ultima, che era stata appellata sia dall'imputato che dal Pm della procura di Messina. Per Cipolla rideterminata in cinque anni la pena accessoria della interdizione dai pubblici ufficiali e dell'incapacità di contrarre con la Pubblica amministrazione. Condannato anche alla spese giudiziali per la Parte civile, l'Asm, assistita dall'avvocato Giovanni Mannuccia; cifra stabilita in 946 euro. 

Ad accendere i riflettori era stata nel novembre 2021 l'inchiesta di guardia di finanza e polizia che aveva portato a cinque misure cautelari interdittive nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili dei reati di peculato, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e violazioni alla normativa in materia di subappalto. Gli inquirenti si concentrarono su presunte anomalie nell’affidamento e nella gestione dei servizi e delle attività afferenti il settore acquedotto dell’azienda taorminese. 

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