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VIDEO | “Assolto perché il fatto non sussiste", arriva la sentenza del processo Fenapi

Il pm Massara aveva chiesto la condanna a tre anni. Assoluzione anche per tutti gli altri imputati. L'abbraccio con il collaboratore Carmelo Satta fra le lacrime liberatorie dopo la lettura del dispositivo

La sentenza e poi il lungo abbraccio fra lacrime liberatorie con Carmelo Satta. "Assolto perchè il fatto non sussiste" il sindaco Cateno De Luca e gli altri imputati. E' questa la sentenza del giudice monocratico Simona Monforte per il processo di primo grado sulla presunta maxi evasione fiscale da un milione e 750 mila euro denunciata dalla Guardia di Finanza dopo un’indagine sul patronato nazionale Caf Fenapi.

Il pm Francesco Massara aveva chiesto la condanna a tre anni.

Oltre all'ex deputato regionale Cateno De Luca e al suo collaboratore Carmelo Satta  sono stati assolti tutti gli altri imputati: il commercialista Giuseppe Ciatto, l'ex sindaco di S. Teresa di Riva Antonino Bartolotta, Cristina e Floretana Triolo, due collaboratrici di De Luca, il responsabile dell’area fiscale del Caf Fenapi Francesco Vito, il rappresentante legale della Fenapi Carmelina Cassaniti e Fabio Nicita, vicepresidente del cda della Fenapi per i quali anche il pm aveva chiesto l’assoluzione.

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"Voglio ringraziare i messinesi - ha detto il sindaco a margine - perchè mi hanno eletto nonostante sette mesi prima avevo subito l'arresto. Questo è importante, mi ha colpito e oggi è l'occasione per dire veramente grazie ai messinesi. Secondo quelle che erano le regole del pregiudizio, della doppia morale, dovevo stare fuori dal mondo politico già dal 27 giugno 2011, quando ho subito il primo arresto. Con questa logica per dieci anni dovevo ritirarmi e aspettare giustizia. E forse, se mi fossi ritirato prima forse non avrei subito neanche il secondo arresto. Di questo ne sono certo. Ma io ero certo delle mie verità che poi sarebbero diventate verità processuale. La mia storia dovrebe servire come esempio e portare a ripensare la Severino. Penso al mio collega di Reggio Calabria e altri sindaci che magari in primo grado vengono condannati e poi in secondo grado si vedono ribaltare la sentenza ma nel frattempo tu sei fuori. Non esiste! Uno Stato degno di questo nome - ha concluso - non può anticipare la condanna per chi fa politica con una doppia condanna".

De Luca dopo la vittoria-2

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