Sistema Siracusa e Tangenti Eni, arrivano le condanne per Bigotti & C.

La sentenza del Tribunale di Messina per l'indagine partita dalla Sicilia che coinvolge i due avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore. Con intrecci che hanno messo in crisi il Csm

Ezio Bigotti e Piero Amara

Sette anni e mezzo al top manager Ezio Bigotti, 6 anni e nove mesi a Vincenzo Ripoli, 6 anni a Francesco Perricone,  2 anni per Mauro Calafiore (pena sospesa), e 4 anni a Cesare Pisello.

Sono le condanne del Tribunale di Messina presieduto da Letteria Silipigni su quello che ormai è noto come il sistema Siracusa, una indagine partita dalla Sicilia che coinvolge i due avvocati d’affari, Piero Amara e Giuseppe Calafiore con intrecci che hanno messo  in crisi il Csm, l’organo di autogoverno dei giudici partendo da una tangente che Eni avrebbe pagato al giudice Giancarlo Longo, attraverso i due legali, per ottenere l’archiviazione dell’inchiesta sulla maxi tangente da 200 milioni di dollari che la più grande azienda petrolifera d’Italia avrebbe pagato in Nigeria per ottenere la concessione del deposito offshore Opl245.

La sentenza della Prima sezione penale accoglie le richieste del pubblico ministero la scorsa settimana, tranne che per Bigotti difeso dagli avvocati Cesare Placanica, prof Vito Branca e Nino Cacia (l’accusa aveva chiesto sette anni e 9 mesi) che è stato interdetto in perpetuo insieme a Ripoli e Perricone mentre per Pisello l’interdizione è di cinque anni.

Legato a Denis Verdini e all’ex ministro dell’Agricoltura siciliano Saverio Romano, insignito della carica di Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica”, console onorario per conto della Regione Piemonte nella Repubblica del Kazaknstan, il piemontese Ezio Bigotti è una figura controversa al centro  di delicati indagini, oltre che dalla Procura di Roma l’appalto Consip da due miliardi che ha messo nei guai il papà di Matteo Renzi (coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo) anche della Procura di Palermo, a seguito di un esposto-denuncia del presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta.

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Il Tribunale ha anche dichiarato false le perizie che gli altri professionisti coinvolti, periti della Procura di Siracusa, hanno redatto nel corso dell’inchiesta Eni, la stessa che porta all’esplosione del “Caso Palamara”, magistrato leader della corrente maggioritaria di Unicost, che ha messo a nudo anche trattative e trucchi per nominare i vertici degli uffici giudiziari d’Italia.

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