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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Cronaca

Droga, il patto criminale tra Sicilia e Calabria: dieci le condanne

Rideterminata la pena per cinque imputati del processo scaturito dall'operazione Scipione tornata in appello dopo il rinvio della Cassazione

Dieci condanne anche se con molti sconti al processo d’appello bis dell’operazione Scipione, l’inchiesta della distrettuale antimafia sul traffico di droga tra Calabria e Sicilia che a marzo del 2020 portò a 19 arresti.

Per cinque la pena è stata ricalcolata. Si tratta di Santo Chiara condannato a 8 anni, Stellario Brigandì 11 anni e 8 mesi, Salvatore Favasuli 8 anni e 8 mesi, Giovanni Morabito a 8 anni, un anno e due mesi per Stefano Marchese.

I giudici hanno invece confermato il verdetto di primo grado per Giuseppe Selvaggio, Costantino Favasuli, Fortunato Calabrò, Angelo Albarino e Giovanni Bonanno.

Il procedimento si era già chiuso in appello ma la Cassazione aveva rinviato per ridefinire le condanne di alcuni imputati.

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Resta confermato l’impianto accusatorio dunque sul patto criminale tra Calabria e Sicilia, con scambio di cocaina e marijuana che vedeva coinvolta direttamente la cosca di 'ndrangheta "Morabito-Bruzzaniti-Palamari" con base nel paese di Africo Nuovo. I luoghi prescelti per gli incontri a Messina erano un chiosco vicino la rada San Francesco e una paninoteca in via Cesare Battisti gestita da Angelo Albarino, tra le figure di spicco dell'organizzazione insieme a Giuseppe Selvaggio, poi divenuto collaboratore di giustizia.

Impegnati nella difesa gli avvocati Salvatore Silvestro, Carlo Autru Ryolo, Antonello Scordo e Fabio Schembri.

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