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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Via libera all'impianto per i rifiuti ad Archi, Musolino: "Ora la Regione paghi per i rincari"

L'assessore commenta la sentenza del Tar che riapre l'iter per l'investimento da 35 milioni di A2a per il trattamento e recupero della frazione organica e produzione di biometano. "E' stata fatta giustizia e ristabilita la verità"

“Per la carenza di impianti regionali, il Comune di Messina ha dovuto sostenere maggiori costi per lo smaltimento della frazione umida, che è arrivata a costare 250€/ton rendendo necessario trasportare i rifiuti fino a Modena. Questo costo sarebbe giusto che lo pagasse il governo regionale”.

E’ l’attacco dell’assessore Dafne Musolino dopo che il Tar di Palermo ha riaperto la partita per la realizzazione dell’impianto di biodigestione di A2a nell’area interna dell’attuale Centrale di Archi di Pace del Mela.

I giudici di Palermo hanno infatti annullato il provvedimento con il quale l’assessorato regionale al Territorio aveva negato la realizzazione dell’impianto con un investimento da 35 milioni.

La notizia è stata accolta con soddisfazione da più parti, compresa Legambiente e il Pd di Milazzo che adesso si augura si proceda “celermente e senza ulteriori indugi, nella valutazione delle procedure di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) e nel rilascio delle autorizzazioni per quegli impianti a servizio della raccolta differenziata e veramente utili per il riciclo nell'ottica di una reale applicazione dell'economia circolare. Accelerare nella realizzazione di questo tipo di impianti, assume un valore ancora maggiore alla luce del particolare scenario mondiale che ci vede troppo dipendenti dalle fonti fossili provenienti da altri paesi, e sarebbe totalmente incomprensibile ostacolare la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili”.

L’impianto infatti, oltre il trattamento e il recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani prevede anche la produzione di biometano e di compost per usi agricoli.

Adesso l’iter potrà ripartire ma la sentenza ha riaperto la polemica sulla gestione dei rifiuti in Sicilia e le scelte del governo regionale.

"Ecco come la burocrazia regionale uccide gli sforzi che i Comuni e le Srr stanno facendo per implementare la raccolta differenziata – spiega l’assessore Musolino, anche presidente SRR Messina Area Metropolitana- non solo non realizzando gli impianti già finanziati (come la settima vasca di Bellolampo) ma bloccando pure le iniziative dei privati che sono a favore della differenziata".

“Sono dunque serviti due anni di giudizio per ottenere una risposta che, francamente, era scontata. Il Tar oggi non solo ha fatto giustizia dichiarando illegittimo il diniego opposto dalla CTS, ma ha anche ristabilito la verità dei fatti chiarendo che la nota che all’epoca era stata predisposta dalla SRR Messina Area Metropolitana non era una nota di rigetto alla realizzazione dell’impianto, così finalmente smentendo la tesi regionale che aveva cercato di addossare la responsabilità del diniego all’Egato messinese. Ancora più risibile, ed infatti è stata censurata dal TAR, è stata l’ulteriore motivazione adottata dal CTS, secondo la quale era stato dato parere negativo alla Società A2A alla realizzazione dell’impianto perché la A2A non sarebbe stata titolare dei rifiuti…. In sostanza la Regione aveva negato il permesso alla realizzazione dell’impianto perché sosteneva che ciò avrebbe potuto integrare il pericolo di un trasporto di rifiuti nel territorio della Regione. Verrebbe da ridere se la situazione non fosse, al contrario, così drammatica da avere già gettato numerosi sindaci sull’orlo della disperazione! In Sicilia il Dipartimento Regionale dell’Acqua e Dei Rifiuti dispone che i rifiuti di Barcellona PG, Milazzo e Furnari (tutti nel territorio della provincia di Messina) debbano portare i loro rifiuti a Trapani, e poi si nega l’autorizzazione alla realizzazione di un impianto che si troverebbe nella stessa Provincia di Messina! Altro che migrazione di rifiuti, altro che pianificazione territoriale!

Siamo qui alla scellerata strategia di perpetrazione di un sistema di gestione dei rifiuti che continua ad alimentare solo alcuni impianti già esistenti, nonostante siano ormai al collasso, impedendo a chiunque voglia operare di realizzarne di nuovi! La domanda finale, dunque, è d’obbligo: perché si impedisce - la realizzazione dei nuovi impianti e si punta al trasporto dei rifiuti fuori Regione quando lo stesso Ministero dell’Ambiente ha chiarito al Governo Regionale che deve prevalere il principio di prossimità e gli impianti vanno ricercati e realizzati all’interno del territorio regionale?".

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