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Cronaca

"Deve rimborsare gli aiuti di Stato", respinto dal Tribunale Ue il ricorso della Sns sulla sentenza Siremar

Riconosciuti come incompatibili alcuni sgravi attuati a favore delle società dell’ex gruppo Tirrenia. Le motivazioni

La Società di Navigazione Siciliana, la joint venture fra Caronte&Tourist e Liberty Lines subentrata nella gestione di servizi e asset della vecchia Siremar, dovrà restituire alcuni aiuti di Stato giudicati illegittimi.

Lo ha deciso con sentenza del 25 gennaio il Tribunale dell’Unione Europea che ha respinto il ricorso presentato da Sns con cui si chiedeva di annullare parzialmente la decisione, a giugno 2017, della Commissione europea a giugno 2021 relativa alle misure attuate dall’Italia in materia di aiuti di stato.

In sintesi, Buxelles aveva riconosciuto come aiuti di Stato incompatibili con il mercato interno le misure attuate dall’Italia a favore delle società dell’ex gruppo Tirrenia, tra cui Società Navigazione Siciliana (aggiudicataria dell’ex compagnie regionale siciliana) e Siremar già condannata a restituire circa 1,9 milioni di euro di aiuti di Stato illegittimi.

La misura oggetto del contenzioso in questione è l’esenzione fiscale dell’imposta sulle società e l’individuazione di una tassa di registro agevolata nell’operazione di cessione alla Società Navigazione Siciliana di un ramo di Siremar (senza tali benefici le offerte per il ramo d’azienda di Siremar sarebbero state inferiori di circa 1,7 milioni di euro secondo la ricorrente), scrive la rivista Shipping Italy.

Sns dovrà dunque rimborsare allo Stato italiano la somma risparmiata grazie all’esenzione fiscale selettiva. Il ricorso della joint venture era motivato dal fatto che gli aiuti concessi vedevano come beneficiario non la Sns ma la Siremar in difficoltà a trovare un acquirente interessato al ramo d’azienda e potevano essere compatibili con il mercato interno in quanto per i servizi di interesse economico generale lo Stato prevede deroghe alle regole di concorrenza.

Sns aveva anche chiesto il risarcimento dei danni per la lunga durata (dieci anni) della procedura d’inchiesta sugli aiuti di stato messa in atto dalla Commissione europea.

Il Tribunale ha invece rigettato tutto confermando il giudizio della Commissione sull’incompatibilità degli aiuti e considerato ragionevoli i tempi dell’inchiesta perché “tenuto conto di tali scambi di documenti, del contesto in cui tale caso si inserisce nonché della complessità del medesimo, non si può giudicare eccessivamente tardiva la chiusura del procedimento mediante l’adozione della decisione controversa”.

Una sentenza che obbliga dunque a pagare la prima delle due rate di 9 milioni scaduta la prima ad aprile del 2022 per acquisto della ex Siremar.

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