Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Caronia

Il viadotto Buzza sulla Messina-Palermo può crollare, sequestrato: sotto inchiesta sei funzionari del Cas

L'infrastruttura è a rischio, il Gip di Patti su richiesta della procura ha disposto lo stop al passaggio dei mezzi in zona Caronia accusando di inerzia il Consorzio autostrade siciliane. Indagini scattate dopo la segnalazione di un utente

Il viadotto poteva cedere e crollare provocando vittime. La polizia stradale di Sant'Agata Militello ha sequestrato su richiesta della procura di Patti e autorizzazione del Gip il viadotto "Buzza" sull'autostrada Messina-Palermo tra il km 119+620 e il km 120+840 dell'A/20 che ricade nel comune di Caronia. Come sottolinea il procuratore capo di Patti Angelo Cavallo: "Il decreto di sequestro preventivo, in particolare, ha interessato il viadotto autostradale lato mare, posizione nord, su cui poggia la carreggiata autostradale con direzione Messina - Palermo; rimane invece libero da vincoli e dunque aperto al traffico il viadotto parallelo esistente nel medesimo tratto, su cui poggia la carreggiata autostradale con direzione inversa Palermo - Messina, sulla quale si svolge attualmente tutta la circolazione veicolare, con doppio senso di marcia".

Le indagini e la consulenza di Buontempi 

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip di Patti Eugenio Aliquò su richiesta dei sostituti procuratori Giorgia Orlando e Federica Urban. Il sequestro rientra nell'inchiesta che vede indagati sei funzionari del Consorzio autostrade siciliane per omissione di lavori necessari a rimuovere il pericolo e rifiuto di atti d'ufficio. Le indagini sono scattate dopo la segnalazione di un utente della strada che aveva segnalato pericoli e il dissesto del viadotto. Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco il 10 dicembre del 2018 aveva eseguito un sopralluogo sul viadotto, rilevando il “disassamento” dei basamenti dei pilastri portanti della struttura.

Viadotto a rischio, M5Stelle: “Cas incapace”

La procura di Patti, attraverso documenti fotografici e video, segnala che i basamenti superiori in calcestruzzo su cui poggia il viadotto e l’intero asse viario risultano fortemente “disassati”: fuoriusciti e disallineati rispetto ai pilastri portanti. La procura di Patti ha proceduto alla nomina di un consulente tecnico, il professore Franco Buontempi dell’Università La Sapienza di Roma che con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e il Distaccamento di Polizia Stradale di Sant'Agata Militello ha analizzato la struttura con l’ausilio di droni. Per il tecnico il viadotto “Buzza”, nella carreggiata Messina - Palermo, mostra chiari segnali di dissesto e di abbandono. "Le indagini tecniche, in particolare - si legge - hanno evidenziato come lo stato del viadotto, alla luce della grave situazione di disassamento - disallineamento dei suoi basamenti dai pilastri portanti, debba essere corretto immediatamente per scongiurare il rischio serio e concreto di cedimento immediato e di collasso dell’intera struttura".

Secondo il consulente il cedimento potrebbe verificarsi per un evento sismico anche di bassa portata e la provincia di Messina è area ad alto rischio terremoti. Per Bontempi il rischio concreto di un cedimento potrebbe dipendere anche da semplici “azioni ambientali usuali”, come semplici eventi atmosferici naturali. E’ stato ribadito dal consulente, in ogni caso, che “… dalle ispezioni sviluppate anche con droni, appare netto il quadro del dissesto degli appoggi in atto. In questa documentazione si nota l’azione di trascinamento fuori sede delle piastre di appoggio, con un fenomeno di accumulo successivo di spostamenti noti in letteratura come “ratchetting”: con questo termine si descrive un fenomeno irreversibile di accumulo di deformazioni che porta a una situazione di collasso". L'organo di vigilanza del ministero delle Infrastrutture e Trasporti aveva già intimato al Consorzio per le Autostrade Siciliane di provvedere al monitoraggio immediato delle condizioni dell’opera, alla manutenzione e all’interdizione al traffico veicolare. Dalle indagini risulta che "Nel corso di oltre un anno e mezzo, il Consorzio si è limitato esclusivamente a interdire al traffico il viadotto, interrompendo anzitempo, e del tutto arbitrariamente - secondo quanto si legge - a partire dall’aprile 2019 fino ad oggi, l’azione di monitoraggio che pure era stata inizialmente intrapresa; il Cas inoltre, nel periodo in esame, non ha adempiuto all’avvio di qualsiasi opera di manutenzione o di verifica preliminare necessaria".

Le accuse al Consorzio autostrade

Il Gip nel decreto di sequestro ha descritto l'inerzia dell’Ente gestore. Aliquò motiva l'atto di sequestro così“…. l’attuale chiusura del tratto in questione costituisce mero effetto delle disposizioni dei responsabili del C.A.S. ai quali, dunque, è lasciata, allo stato, anche la facoltà di riaprire il transito, decisione questa che, alla luce degli esiti della consulenza tecnica, risulterebbero esporre ad ulteriore grave rischio la circolazione e l’incolumità pubblica. Tale aspetto, dunque, deve essere sottratto alla valutazione dell’ente concessionario che… ha dimostrato totale inerzia e disinteresse davanti al rischio e, comunque, al grave disagio causato agli utenti". Sono stati nominati custodi temporanei dell’opera sottoposta a sequestro funzionari del Cas. 

Gli indagati

Secondo quanto si è appreso gli indagati del Consorzio autostrade siciliane sono gli ingegneri Salvatore Minaldi, Salvatore Pirrone, già direttore generale, Giovanni Iozza, dirigente Anas che era stato assegnato per un periodo al Cas, Angelo Puccia, Anna Sidoti e il geometra Giovanni Bastino trasferito dal Genio Civile in comando al Cas.

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