Braccianti sfruttati e sottopagati, sequestrata azienda del messinese Stagno D'Alcontres

La guardia di finanza ha posto i sigilli alla startup "Straberry". L'azienda opera a Milano e vale 7,5 milioni di euro. Lavoratori impegnati in turni massacranti e in condizioni di degrado. La paga era poco più di 4 euro l'ora

Il messinese Guglielmo Stagno d'Alcontres appena sei anni fa festeggiava l'Oscar Green, importante riconoscimento di Coldiretti alla sua azienda agricola attiva nelle campagne milanesi. Ma adesso, l'imprenditore 31enne ex Bocconiano, si trova a dover fare i conti con l'operazione "Corsa contro il tempo" della guardia di finanza.

Braccianti costretti a turni massacranti a poco più di 4 euro l'ora

Come riporta MilanoToday, i finanzieri hanno indagato sulla startup dal valore di 7,5 milioni di euro denominata "Straberry", specializzata nella produzione di frutta e marmellate, scoprendo quello che loro stessi in una nota definiscono un "sistematico sfruttamento illecito della manodopera agricola. Secondo gli investigatori, oltre centro braccianti, tutti extracomunitari - erano costretti a lavorare nei campi per più di 9 ore al giorno e per una paga di 4 euro e 50 centesimi all'ora in "degradanti condizioni d’impiego nei campi" e sempre "soggetti alla continua vigilanza dei responsabili" che li costringevano "a sforzi fisici oltremodo gravosi, tesi a velocizzare la raccolta dei frutti e in spregio alle norme anti Covid 19 sul distanziamento sociale".

Quegli stessi "schiavi" che avevano un solo bagno chimico per tutti all'aperto e che spesso venivano assunti per due giorni di prova senza retribuzione e poi allontanati senza nessun motivo in una sorta di folle turn over a costo 0 per la società. Lunedì, oltre al sequestro, chiesto dalla procura e disposto dal Gip, sono scattate le denunce per 7 persone - i due amministratori, due "sorveglianti", due impiegati e il consulente aziendale - che dovranno rispondere delle accuse di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera. I sigilli sono invece scattati - ha fatto sapere ancora la finanza - per "53 immobili, tra terreni e fabbricati, 25 veicoli e 3 conti correnti", mentre la procura ha provveduto alla nomina di un amministratore giudiziario per non fermare i lavori.

Gli stessi finanzieri hanno anche sequestrato 27mila barattoli di marmellata che erano conservati all'aperto al sole ed erano pronti per essere venduti ad operatori della grande distribuzione. 

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