Atti sessuali con una allieva, la Cassazione annulla il reato di pornografia

L'istruttore di ginnastica artistica dovrà rispondere ora solo del reato di atti sessuali con minore. Ha scelto il rito abbreviato

Non c'è il reato di pornografia minorile. Lo ha deciso la terza sezione della Corte di Cassazione accogliendo il ricorso presentato dal difensore Nino Cacia sulla vicenda che vede imputato un noto istruttore di ginnastica artistica per aver compiuto atti sessuali con una sua allieva quindicenne.

La Corte ha annullato l’ordinanza emessa dal tribunale della libertà 309 codice di procedura penale. Secondo la contestazione, l’istruttore, nella sua qualità, avrebbe indotto la minore a partecipare ad esibizioni e spettacoli pornografici, richiedendole l’invio di fotografie e video sessualmente espliciti speidiciamente indirizzati a lui. Circostanza sempre smentita dall’uomo.

Atti sessuali e pornografia, a processo noto istruttore

“Avevamo offerto al Gip prima e al tribunale della libertà poi - osserva l’avvocato Cacia difensore dell’uomo - la prova della insussistenza della condotta contestata, anche allegando copia dei video e delle foto inviate dalla ragazza. A misura della assoluta normalità delle imagini/video - oggettivamente prive di contenuto erotico o lascivo - si è prodotto una consulenza informatica da cui è emerso come la ragazzina avesse iniziato nel 2018 a pubblicare nei social media contenuti video e foto di analogo tenore a quelli inviati all'istruttore, ottenendo oltre 12000 like da una vasta platea di followers. A ciò si aggiunga che la ragazza anche dopo la esecuzione dell’ordinanza di custodia a carico dell'istruttore, ha continuato a pubblicare gli stessi video nelle varie piattaforme social”.

Il legale aveva dato incarico ad un consulente informatico per documenterebbe come la ragazza abbia continuato a pubblicare dal 2018 fino ad oggi, sui social e non solo, video dello stesso tenore di quelli che mandava all'istruttore, 52 anni, ai domiciliari da aprile scorso. La documentazione con la relazione del consulente è stata prodotta anche al ricorso per Cassazione per chiedere l'annullamento della custadia cautelare in relazione al reato di pornografia minorile.

A questo punto il Gip dovrà adeguarsi al principio indicato dalla suprema corte di Cassazione. Il processo con rito abbreviato, che doveva svolgersi a fine ottobre, rischia di sittare in attesa che la Cassazione depositi le motivazioni.

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