Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

La Sicilia si allontana dall'arancione, cambio di fascia scongiurato

Ecco come stanno le cose a oggi, cosa è possibile prevedere e quali sono le possibili modifiche di colore delle regioni da lunedì 13 settembre

Ci sono due regioni "sul filo". Se la zona gialla è una certezza per la Sicilia (ben lontana in ogni caso dai parametri che la porterebbero in zona arancione), sono sempre Calabria e Sardegna le due maggiori candidate a raggiungerla.

Le regole attuali, lo ricordiamo, prevedono il passaggio in zona gialla quando si supera la soglia di 50 nuovi casi positivi a settimana su 100 mila abitanti, quando i posti letto occupati in terapia intensiva sono oltre il 10% e quando i ricoveri in area medica sono oltre il 15%. Tutti e tre i parametri devono essere superati.

Le regioni che rischiano la zona gialla

Sono proprio i dati di oggi, quelli del martedì, che poi vengono elaborati e utilizzati per il monitoraggio dell'Iss ogni venerdì. E' così che in tutti questi mesi si è proceduto. A meno di sorprese quindi, se i dati di oggi non apporteranno novità, in giallo ci resta solo la Sicilia. Ma non è detto, perché c'è una regione in cui le terapie intensive sono al limite e comunque non si possono mai escludere novità dell'ultim'ora. Il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità del venerdì, che poi decide in cabina di regia quali Regioni cambiano colore dal lunedì successivo, guarda sempre e solo i dati del martedì precedente. Ecco come stanno le cose a oggi, cosa è possibile prevedere e quali sono i possibili cambi colore delle regioni da lunedì 13 settembre.

La Sardegna ha parametri da zona gialla per quel che riguarda incidenza e ricoverati in terapia intensiva: se nel monitoraggio di oggi ci saranno una manciata di ricoverati in più nei reparti ordinari, la zona gialla sarà quasi un automatismo dalla prossima settimana. Numeri alla mano, se l'isola dei quattro mori stasera registrerà più di 240 ricoverati Covid nei reparti non intensivi, il tasso di occupazione sfonderebbe quota 15 per cento. Ovvero, zona gialla. Staremo a vedere.

La Calabria invece resta aggrappata alla zona bianca, e probabilmente lo sarà anche la prossima settimana, visto il tasso di occupazione nelle terapie intensive ben al di sotto del 10 per cento per il momento. Il grafico seguente mostra bene quali siano le regioni a rischio zona gialla.

Le altre regioni in zona bianca

La percentuale di pazienti Covid nei reparti ospedalieri di area non critica rispetto ai posti disponibili cresce intanto in diverse Regioni. In Calabria arriva al 19% e in Sardegna al 15%, mentre in Sicilia resta stabilmente al 23% (oltre la soglia limite, fissata al 15%). In Basilicata raggiunge invece il 13% e in Friuli Venezia Giulia il 9%. E' quanto emerge dai dati dell'ultimo monitoraggio giornaliero dell'Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali. I dati su cui si basa il monitoraggio Iss del venerdì sono quelli del martedì come detto, ma i dati di ieri permettono già di farsi un'idea precisa per gran parte d'Italia.

Ci sono regioni che sono arrivate al limite della zona gialla in terapia intensiva (ricoveri vicini al 10 per cento), ma non nei reparti ordinari: le Marche sono al 10%, la Toscana è al 10% e il Friuli Venezia Giulia è al 9%, ad esempio. Per la prossima settimana resteranno bianche.

  • Abruzzo: 2% terapia intensiva, 6% area medica
  • Basilicata: 3% terapia intensiva, 13% area medica
  • Calabria: 8% terapia intensiva, 19% area medica
  • Campania: 5% terapia intensiva, 9% area medica
  • Emilia Romagna: 6% terapia intensiva, 5% area medica
  • Friuli Venezia Giulia: 9% terapia intensiva, 4% area medica
  • Lazio: 7% terapia intensiva, 7% area medica
  • Liguria: 4% terapia intensiva, 4% area medica
  • Lombardia: 4% terapia intensiva, 6% area medica
  • Marche: 10% terapia intensiva, 6% area medica
  • Molise: 0% terapia intensiva, 7% area medica
  • Provincia autonoma di Bolzano: 7% terapia intensiva, 5% area medica
  • Provincia autonoma di Trento: 0% terapia intensiva, 3% area medica
  • Piemonte: 3% terapia intensiva, 3% area medica
  • Puglia: 5% terapia intensiva, 8% area medica
  • Sardegna: 14% terapia intensiva, 15% area medica
  • Sicilia: 14% terapia intensiva, 23% area medica
  • Toscana: 10% terapia intensiva, 8% area medica
  • Umbria: 8% terapia intensiva, 7% area medica
  • Valle d'Aosta: 0% terapia intensiva, 1% area medica
  • Veneto: 5% terapia intensiva, 3% area medica

Zona gialla: cosa cambia rispetto alla zona bianca

Nelle regioni in zona gialla non ci sono grossi cambiamenti rispetto alla zona bianca. Ad esempio, non è comunque prevista la reintroduzione del coprifuoco, mentre ritorna l'obbligo di indossare mascherina anche all'aperto. Variano anche le regole per i ristoranti, che però non dovranno affatto chiudere: in zona bianca il limite di persone sedute allo stesso tavolo è di sei al chiuso, mentre all’aperto le tavolate sono libere; in zona gialla, invece, la soglia è di quattro persone, sia per i tavoli all’interno dei locali ma anche fuori.

In zona gialla poi sono aperti i bar, i ristoranti e tutte le altre attività di vendita o somministrazione di cibi e bevande. Il consumo di prodotti al banco o all’aperto è consentito a tutti i clienti. Il servizio e il consumo al tavolo al chiuso è invece consentito solo ai clienti dotati di una certificazione verde valida o a quelli che ne siano esenti. In tutta Italia non ci sono limitazioni agli spostamenti all'interno della Regione o tra una Regione.

fonte: Today.it

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