Cronaca

Donne emarginate dalla politica, le "Siciliane" diventano mille e preparano l'assemblea

L'iniziativa nata da otto donne dopo il rimpasto in giunta di Musumeci che ha rimosso Bernadette Grasso circondandosi nella sua squadra di soli uomini. Sabato 10 gennaio alle 10 la diretta streaming

Studentesse, ricercatrici, professioniste. Il gruppo delle "Siciliane", nato dopo il rimpasto in giunta di Musumeci che ha rimosso Bernadette Grasso circondandosi nella sua squadra di soli uomini, sta raccogliendo di ora in ora sempre più adesioni per l'assemblea in programma sabato 10 gennaio alle 10 in diretta streaming. Ad avviare la prima raccolta firme la lettera "L’arroganza al potere", un vero e proprio manifesto per la lotta alla parità di genere e all'eguale trattamento di donne e uomini dalla politica a tutti i settori dirigenziali e di potere. La partecipazione alle iniziative del gruppo avviene tramite la pagina facebook

Il manifesto 

"L'arroganza, l'avidità e l'ignoranza di chi si crede impune. Di chi alimenta la cultura patriarcale e machista rendendola pregiudizio morale di una visione plurale, che accoglie tutte le sensibilità e le valorizza. Ma il potere deve essere maschio. Il potere di decidere della vita degli altri deve essere maschio. Femmina è la possibilità di contribuire a generare eguaglianza, pari opportunità, apertura, melting pot. E dunque da escludere. E così il deputato regionale della Lega, Vincenzo Figuccia, con la violenza frutto di una orribile subcultura di cui è intriso, esprime supporto alla scelta di un rimpasto regionale che escluderebbe una rappresentanza femminile. Del resto un fatto così grave non può essere difeso se non con strumenti lontani dal ragionamento civile", dichiarano.

La denuncia dei ritardi siciliani è chiara: "La Sicilia è una delle ultime regioni rimaste in cui non esiste la doppia preferenza di genere, ragione per cui soltanto 14 dei 70 deputati all’Ars sono donne. Dal 1947, a sedere sugli scranni di Sala d’Ercole sono state appena 46 donne sul totale degli 811 deputati eletti all’Assemblea. Poco più del 5 per cento. La nostra Isola è ultima per disponibilità di posti al nido (meno di 10 bambini su 100) e al tempo pieno (meno di 6 bambini su 100). È fanalino di coda su scala europea per occupazione femminile. Anche in Sicilia abbiamo più laureate e diplomate rispetto ai coetanei uomini, eppure quasi 8 donne su 10 non lavorano. Evidentemente la politica tutta maschile non funziona. Per questo a indignarci è la volontà di voler spazzare via secoli di lotte per l'emancipazione, per la parità, per l'accesso ai diritti negati e per la possibilità di poter contribuire al bene comune". 

Il caso Figuccia

A scatenare la risposta delle otto donne promotrici, fra le quali Mariangela Di Gangi, Lucia Lauro, Nadia Lodato, Alessandra Notarbartolo e Mila Spicola, anche le dichiarazioni maschiliste di Figuccia cui le donne hanno anche chiesto le dimissioni. "Solo la rappresentanza politica di una diversità di genere, etnia, religione, orientamento sessuale, provenienza geografica, lingua, opinione politica, condizione personale e sociale, può realmente migliorare il mondo in cui viviamo. Il contrasto a tutte le condizioni che storicamente, socialmente e culturalmente hanno portato a una scarsa eterogeneità nella rappresentanza politica va perseguita con azioni legislative, sociali e politiche, nella più vasta accezione del termine", si legge ancora nel testo. 

"Non vogliamo solo piangere l'ennesimo corpo di donna trafitto e umiliato. Vogliamo invece ribellarci sempre e con forza ad azioni, linguaggi, decisioni che provano a umiliare le donne, il loro protagonismo sulla scena politica e a relegarle al buio della sconfitta sociale. Ma noi non ci stiamo. Non basteranno le scuse, non stavolta. Il leghista Figuccia si dimetta. Mai smetteremo di lottare, mai ci ridurremo al silenzio e mai faremo un passo indietro rispetto alle nostre convinzioni", concludono. 

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