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Autostrada colabrodo, boom di segnalazioni per danni ai veicoli: ecco il vademecum per chiedere i rimborsi

Dai copertoni squarciati ai sinistri per le condizioni dell'asfalto. L'avvocato Interdonato spiega come non perdere capre e cavoli: “L'iter per il risarcimento è semplice a patto che si segnali subito alla polizia stradale per fare far redigere il verbale”. Intanto una interrogazione parlamentare a firma Laccoto chiede abolizione o riduzione del pedaggio

Gomme squarciate, braccetti dei veicoli deteriorati, cerchi ammaccati. Sono tante le segnalazioni di sinistri che, nel corso delle ultime settimane, gli automobilisti in transito lungo le autostrade A18 e A20 hanno segnalato. Che le autostrade siciliane non sono certo un modello per la sicurezza l'ha messo nero su bianco in questi giorni l'ingegnere Placido Migliorino, il superispettore inviato dal Mit per verificare lo stato di salute di viadotti e gallerie.

Ma ci sono anche interi tratti, bitumati di recente, che hanno impiegano poche settimane per riproporre l'asfalto grouviera. Risultati: danni ai mezzi in transito, in particolare per gli squarci alle gomme, quando non veri e propri incidenti.

Ma cosa fare non aggiungere il danno alla beffa? Quali sono i passi da compiere per accertare le responsabilità e chiedere il rimborso al Consorzio autostrade siciliane? Lo spiega l'avvocato Letterio Interdonato. "Innanzitutto bisogna accostare nell'area più vicina e segnalare il sinistro alla Polizia stradale - avverte - Qualora gli agenti fossero impegnati, comunque la segnalazione sarebbe immediatamente inoltrata al Cas che dovrebbe intervenire per prestare soccorso al mezzo in difficoltà". 

Sostanzialmente si tratterebbe di non affidarsi alla riparazione fai-da-te del mezzo ma di una segnalazione ufficiale agli organi competenti. "All'arrivo dei soccorsi, infatti, sarà redatto un verbale di fondamentale importanza per riuscire a ottenere il risarcimento che nel 90% dei casi si riduce con una semplice procedura e senza la necessità di presentare ricorsi ed esposti", ha sottolineato Interdonato. 

Intanto a presentare una interrogazione parlamentare rivolta al Presidente Musumeci e all’Assessore Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità sulle criticità autostrade A18 e A20 e la richiesta di abolizione o riduzione del pedaggio autostradale il deputato regionale Pippo Laccoto. "La disastrosa situazione della A20 Messina-Palermo e della A18 Messina-Catania è sotto gli occhi di tutti: interruzioni, restringimenti, disagi costanti oltre che una diffusa condizione di insicurezza certificata dalle numerose indagini e dai sequestri operati anche nelle ultime settimane dall’autorità giudiziaria. Disagi che si ripercuotono, inevitabilmente, sull’economia. Per questo, ritengo opportuno che il Consorzio Autostrade Siciliane riduca o abolisca il pedaggio nelle tratte interessate”.

Di regente anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per 5 milioni di euro Autostrade per l’Italia S.p.A., società concessionaria della gestione e della manutenzione di oltre 3.000 km di rete autostradale in Italia che, nonostante una consistente riduzione delle corsie di marcia e specifiche limitazioni della velocità per lunghi tratti delle Autostrade con notevoli disservizio e forti disagi ai consumatori in termini di code, di rallentamenti e quindi di tempi di percorrenza molto più elevati, non ha previsto un adeguamento o una riduzione dell’importo richiesto a titolo di pedaggio. 

“Una situazione assolutamente analoga a quanto si registra nelle autostrade A18 e A20 perennemente interessate da numerose interruzioni, cantieri, restringimenti di carreggiata, limiti di velocità – afferma Laccoto – con l’aggravante che tali disagi molto spesso si trascinano diventando a tempo indeterminato”. Una condizione che secondo il deputato regionale, minaccia di aggravarsi, anche alla luce delle risultanze della recente ispezione condotta dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità che ha evidenziato la situazione critica in cui versano otto gallerie della A20 (le gallerie Telegrafo, in direzione Messina, San Giovanni, Perara, Baglio, Mongiove, Torretta, Calavà e Petraro, in direzione Palermo) che non possiederebbero le condizioni di sicurezza, tanto da richiedere l’interdizione della circolazione autostradale fino alla risoluzione di tutte le criticità segnalate. “Se proprio non possiamo avere un’autostrada degna di questo nome – conclude  Laccoto - almeno si eviti agli automobilisti e agli autotrasportatori la beffa del pagamento del pedaggio”.

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