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Cronaca

Sisma dello Stretto 2022, il bilancio di Curcio: “Rendere le comunità sempre più resilienti”

Si sono concluse le attività operative dell’esercitazione organizzata dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, a cui hanno aderito le Regioni Sicilia e Calabria e i comuni di Messina e Reggio Calabria oltre diversi centri della provincia

Si è conclusa ieri l’esercitazione “Sisma dello Stretto 2022”, la prova organizzata dal dipartimento della protezione civile, che ha visto tutte le componenti del servizio nazionale misurarsi in numerosi scenari, allestiti tra le province di Messina e Reggio Calabria, con il supporto di migliaia di volontari e di centinaia di associazioni, nell’ambito della simulazione di un terremoto di magnitudo 6, con conseguente allerta di maremoto.

L’esercitazione, che ha coinvolto, complessivamente, 50 comuni, di cui 37 in Calabria e 13 in Sicilia, è stata l’occasione, anche, per testare, su una platea di oltre 500.000 persone, il sistema di allarme pubblico “IT-Alert”, che ha inviato, sui cellulari dei cittadini presenti al momento della scossa, un messaggio d’informazione sull’esercitazione in corso, relativa all’allerta di maremoto, con tutte le indicazioni da seguire. Coinvolte, sul campo, circa 3.500 persone, tra operatori, tecnici e funzionari delle strutture operative, delle istituzioni territoriali e dei centri di competenza tecnico-scientifica. E oltre 3.000 volontari, tra Sicilia e Calabria, organizzazioni nazionali e locali.

Quasi 2.000, inoltre, sono state le risorse impegnate nelle attività “per posti di comando”, dunque, da remoto, come ad esempio la verifica della comunicazione tra i centri operativi attivati sul territorio.

“L’esercitazione – ha detto il capo del dipartimento nazionale della protezione civile, Fabrizio Curcio, nel corso del debriefing che si è tenuto ieri a Reggio Calabria – è andata molto bene. Era necessaria, perché le cose che funzionano si potenziano e sulle cose che non funzionano ci si lavora. Già conosciamo le problematiche principali di questo territorio, che è un’isola, circondata da altre isole minori. E dal tema delle infrastrutture, ai collegamenti, alle vie del mare, ai tempi di trasferimento dei soccorsi, ci sono tante cose su cui ragionare e tante cose da migliorare. Desidero ringraziare tutte le componenti del servizio nazionale della protezione civile, che in questi 3 giorni hanno partecipato a questa importante e impegnativa esercitazione, che ha coinvolto un territorio ampio, del quale noi tutti conosciamo punti di forza e fragilità. Tra le componenti del servizio nazionale, è sempre bene ricordarlo, risiedono, a pieno titolo, gli enti e le istituzioni territoriali, senza le quali anche il miglior sistema di risposta all’emergenza risulterebbe del tutto inefficace. E sarebbe impossibile affrontare con successo la grande sfida che abbiamo davanti: quella, cioè, di rendere le comunità sempre più resilienti”.

Proprio nell’ottica di un maggiore coinvolgimento della popolazione e di una sempre più ampia diffusione della consapevolezza del rischio, nell’ambito dell’esercitazione, sono state allestite, a Reggio Calabria, a Bagnara Calabra e a Bova Marina, ben 3 piazze della campagna di comunicazione “Io Non Rischio”. Inoltre, sul lungomare di Reggio Calabria, è stata allestita la mostra itinerante “Terremoti d’Italia”, il percorso espositivo realizzato dal dipartimento nazionale della protezione civile, che permette al visitatore di capire, in più fasi, cos’è il terremoto e cosa si può fare per ridurne i rischi.

Soddisfatto il sindaco di Messina, Federico Basile: “La scelta di Messina per lo svolgimento dell’esercitazione nazionale “Sisma dello Stretto 2022” – ha dichiarato il primo cittadino peloritano – rappresenta un ulteriore attestato di stima per il lavoro portato avanti, in questi anni, sui temi della formazione e dell’informazione alla cittadinanza sui possibili rischi presenti sul territorio in cui viviamo e sui comportamenti da tenere in caso di emergenza, reagendo in maniera consapevole e prima ancora ai fini di una necessaria ed indispensabile prevenzione. Per queste ragioni, le esercitazioni rivestono un ruolo fondamentale nella preparazione della cittadinanza. La nostra città ha risposto adeguatamente alle prove, confermando l’esperienza acquisita negli anni. Ringrazio, pertanto, tutte le componenti che vi hanno partecipato, con professionalità e competenza: la prefettura di Messina, le forze dell’ordine, le forze armate e i vigili del fuoco. Un altro ruolo determinante lo hanno svolto le strutture sanitarie dell’Asp 5 di Messina e il Seus 118”.

Presente anche il direttore generale della protezione civile regionale Salvo Cocina: “Ci siamo già fatti un’idea di cosa non ha funzionato – ha detto l’ingegnere Cocina, che ha fatto un punto della situazione – Avevamo fatto diversi sopralluoghi in 25 comuni, con l’obiettivo di individuare aree attrezzate per i campi di assistenza alla popolazione e per le cosiddette aree di ammassamento. E su 25 comuni, abbiamo trovato solo 7 aree idonee, in altrettanti campi da calcio. Le altre aree non erano idonee per svariati motivi, o per le fragilità del territorio, o perché erano aree soggette a frane o alluvioni, o per esigue vie di accesso, non percorribili per i mezzi di soccorso. E da oggi, lavoreremo affinché questi comuni possano attrezzarsi e dotarsi di queste aree”.

A coordinare le operazioni, a Messina, è stato l’assessore, con delega alla protezione civile, Massimiliano Minutoli, che ha spiegato l’importanza di queste prove, che servono per individuare punti di forza e criticità: «Il risultato più importante? – ha detto Minutoli – Accorgersi di un’immensa macchina del volontariato, che ha risposto da tutta la Sicilia. Quasi 2.000 volontari, infatti, sono accorsi a Messina da tutta la Sicilia. Hanno preso giorni di ferie, hanno rinunciato a passare il week-end con le famiglie, hanno viaggiato a lungo, trovando anche un forte maltempo. E per questo dobbiamo solo ringraziare loro e tutte le associazioni di volontariato”. Minutoli, poi, ha aggiunto che “il bilancio dell’esercitazione è positivo relativamente alla risposta della macchina organizzativa comunale di protezione civile sui test effettuati, anche con la partecipazione delle aziende partecipate del gruppo pubblico locale, che hanno fornito il corretto supporto a quanto previsto nel documento d’impianto. Un ulteriore plauso nei confronti delle associazioni di volontariato che si confermano punto di riferimento per la gestione delle emergenze, a supporto delle immediate esigenze della collettività. Il comune di Messina ha già aderito alla campagna di prevenzione, attraverso il progetto Unisdr, per rendere le città resilienti e formate agli eventi calamitosi. Si andrà avanti con un piano di formazione, il Comune di Messina ha costituito un gruppo comunale di volontariato in fase di avvio e ha creato le condizioni per poter contare su un centro polifunzionale che sarà la base di tutte le attività”.

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