Cronaca

Nasce Unime Arl ma il Centro sportivo italiano diffida l'Università: "Non lasceremo gli impianti"

Mentre il Consiglio di amministrazione dell'Ateneo approva lo statuto della nuova società alternativa al Cus, da Roma netto rifiuto abbandonare la Cittadella dell'Annunziata. E sui debiti rivendicati...

Il Centro universitario sportivo non intende lasciare gli impianti e ha diffidato l'Università sul pagamento di determinati arretrati per le spese di gestione. E' muro contro muro con l'Ateneo dopo la rescissione ad agosto della convenzione con il Cus. Il Cusi, il Centro universitario sportivo italiano, ha trasmesso la nota all'Università che invece con il Consiglio d'amministrazione ha approvato lo statuto per la costituzione della società sportiva dilettantistica Unime Arl  che subentrerà al Cus Unime nella gestione degli impianti sportivi della Cittadella universitaria per via della rescissione anticipata del contratto con la società nella seduta dello scorso 5 agosto. 

“L’impegno dell’amministrazione- ha detto il professore Salvatore Cuzzocrea- sarà rivolto non solo al miglioramento e all’implementazione dei servizi offerti dalla cittadella  agli studenti e all’intera città, ma anche a mantenere la continuità delle attività e la piena collaborazione con tutte le figure professionali che in questi anni hanno  garantito il funzionamento degli impianti”.

L'Università rescinde rapporto con Cus, sarà "battaglia"

"La nuova società - secondo l'Ateneo - nasce con lo scopo di evitare il vuoto gestionale nell’ambito dello sport universitario messinese attraverso la costituzione di un nuovo soggetto giuridico che si occuperà direttamente della organizzazione gestione e conduzione degli impianti sportivi e delle attività in esse implementate, salvaguardando il notevole patrimonio immobiliare sportivo e i servizi offerti a favore degli studenti e della comunità accademica tutta. 
"La costituzione della società, senza scopo di lucro, a socio unico, con  Amministrazione controllante UniMe, si rende opportuna anche dal punto di vista della convenienza economica e della sostenibilità finanziaria, in quanto l’applicazione della normativa sulle società sportive permette un ingente risparmio della spesa pubblica dovuto alla possibilità di retribuire con contratti di prestazione sportiva dilettantistica le risorse tecnico/sportive che collaborano con la società (tecnici/allenatori/addetti segreteria). L’organizzazione diretta delle attività sportive da svolgersi all’interno degli impianti di proprietà dell’Ateneo è uno degli scopi della costituzione della Società in house, che provvederà al recupero delle risorse finanziarie necessarie alla gestione grazie alla sua capacità imprenditoriale, con un netto miglioramento dei costi di gestione globali (manutenzione + organizzazione attività, costi di gestione) legati agli impianti sportivi". 

Il Cus Messina ha relazionato al Cusi ritenendo inesistenti e infondati gli addebiti come il rimborso consumi del maggio 2019 e il Cusi ha contestato il recesso secondo la convenzione pattuita e respinto l'invito a rilasciare gli impianti con una nota ufficiale trasmessa all'Università. 

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