Cronaca

Il servizio di spazzamento verso la privatizzazione, l'allarme dei sindacati

Cgil e Uil pretendono chiarezza sulla strategie dell'amministrazione. Occhi puntati su un avviso di pubblicazione di un bando da 20 milioni di euro. "Una iniziativa inattesa e di estrema gravità"

Pubblico decoro in mano ai privati? E' l'interrogativo che si pongono Fp Cgil e Uiltrasporti così come il Movimento Cambiamo Messina dal Basso che prima di tutti aveva sollevato qualche perplessità dopo l'avviso di preinformazione pubblicato sul sito di Messina Servizi che preannuncerebbe la pubblicazione di un bando per affidare lo spazzamenti in mani esterne. Un appalto del valore stimato di 20 milioni di euro per la durata di 24 mesi rinnovabili per ulteriori 24.

Sulla vicenda accendono adesso i riflettori i segretari Francesco Fucile e Michele Barresi. "Ormai è chiaro - scrivono - pezzo dopo pezzo a Messina Servizi si finge di internalizzare servizi per poi darli in appalto ai privati è accaduto pochi mesi fa con la modifica del contratto di servizio che doveva assegnare in house alla società partecipata  la cura del verde cittadino , per poi scoprire che la stessa azienda lo appaltava a privati per oltre 1 milione e mezzo di euro per 12 mesi.  Anche oggi  Messinaservizi pare si appresti ad operare come ente appaltante ed esternalizzare anche il servizio di spazzamento manuale e meccanizzato, attività che è stata sempre di specifica competenza dell'azienda pubblica".

Secondo i sindacati si tratta di "una iniziativa inattesa e unilaterale di estrema gravità - commentano Fucile e Barresi - perché se così si intendesse procedere si darebbe ai privati un segmento da sempre svolto dalle maestranze della società pubblica e per il quale ai sindacati, poche settimane or sono ,  era stato persino prospettato un necessario rilancio aziendale annunciando circa 90 nuove assunzioni in MSBC. Il cliché sembra ormai quello di spacchettare le attività e procedere con l'esternalizzazione sempre di maggiori servizi senza alcuna programmazione,  testimoniata dalla mancanza di una pianta organica aggiornata , ormai ferma al 2019 inadeguata e mai realmente applicata, e su cui da tempo le organizzazioni sindacali reclamano un confronto .  Ci chiediamo quale sia il disegno di azienda pubblica che si sta realizzando - continuano i sindacati - visto che si opera in perenne emergenza con soldi pubblici di cui si dovrebbe rendere conto alla città e pertanto chiediamo la sospensione di ogni azione unilaterale intrapresa dal management di MSBC , nelle more di un dovuto confronto con le organizzazioni sindacali così come previsto dalle norme contrattuali".

Una questione che si inserisce in un ben più caldo pentolone in cui si preparano gli ingredienti che porteranno a una protesta. "In questo contesto cittadino - concludono Fp Cgil e Uiltrasporti  - giorno 30 giugno si incastona lo sciopero nazionale unitario del comparto igiene ambientale per garantire i servizi pubblici  e ridurre la frammentazione degli appalti che nel settore mette a rischio migliaia di posti di lavoro. La modifica del  'codice degli appalti' secondo gli intenti del legislatore obbligherà  le aziende concessionarie ad esternalizzare l’80% di tutte le loro attività , operazione che Cgil Cisl e Uil intendono bloccare per salvaguardare la natura pubblica dei servizi essenziali e migliaia di posti di lavoro.

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