L'Università “abbandona” il Cus, ma sui debiti si annuncia battaglia

Il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo ha deliberato all’unanimità la rescissione della convenzione approvando la proposta di costituzione di una partecipata

Nino Micali, presidente del Cus

Non avrà vita la facile la decisione del consiglio di amministrazione dell’Università di rescindere la convenzione con il Cus Unime di Messina.

La doccia fredda è arrivata ieri con un comunicato secco dell’Ateneo ancora non ufficialmente comunicata al Centro sportivo universitario. Una decisione che mette fine ad un accordo che dura dal 2013, quando è nato il nuovo Cus.

“Il Consiglio di Amministrazione dell’Università – si legge nella nota - ha deliberato all’unanimità  la rescissione della Convenzione con il Cus Unime e ha contestualmente approvato la proposta di costituzione di una società interamente partecipata dall’ Ateneo per la gestione degli impianti sportivi della cittadella universitaria. La decisione è stata assunta dal Cda con le finalità di potenziare, entro una nuova cornice di gestione amministrativa,  i servizi offerti  agli studenti, alla comunità accademica, alla città e a supporto del Corso di laurea in Scienze motorie. L’Università in questo modo intende promuovere e consolidare il grande patrimonio rappresentato dalle strutture sportive presso la Cittadella e tutelare nel contempo le professionalità e lo staff di collaboratori che in questi anni sono stati impegnati nell’erogazione dei servizi”.

Il progetto per una nuova partecipata è stato illustrato dal dirigente dell’Università Carmelo Trommino, rimasto “fuori” dalla gestione delle attività sportive con il passaggio della gestione degli impianti della Cittadella da Unime sport a Cus Unime nel 2013.

Intanto arriva la replica del Cus sulla decisione: “In ordine alla delibera di revoca della convenzione adottata dal Consiglio di amministrazione dell'Università, appresa nel comunicato stampa nel sito dell'ateneo, il Cus Unime riserva, all'esame delle sottostanti motivazioni, ogni più conducente azione affinché venga tutelato il proprio patrimonio sportivo, economico ed umano. Nel contempo, l'attività del Cus Unime, all’interno degli impianti sportivi, continuerà proficuamente affinché tutta la comunità accademica e la cittadinanza potranno, come in tutti questi anni, usufruire dei servizi resi”.

Da precisare altresì che la convenzione dell’Università è firmata non dal Cus Unime ma dal Cusi (Centro universitario sportivo italiano), l’ente preposto alla gestione degli impianti sportivi e dello sport universitario, che non c’è dubbio si attrezzerà ora per un ricorso.

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La revoca della convenzione fa leva sui presunti debiti maturati dal Cus, circa 800mila euro. Si tratta perlopiù di soldi che il Cus Unime dovrebbe dare in relazione alla copertura delle utenze (luce, acqua e gas) per il quale però è stata firmata una ulteriore convenzione nel 2016 che potrebbe però alleggerire ulteriormente l’ammontare del debito. L’altra parte del debito, duecentomila circa, il Cus l’ha maturato invece per interventi straordinari sugli impianti sportivi.

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