Cronaca

Squali bianchi e meduse giganti, ecco cosa c'è di vero nelle paure estive dei messinesi

L'ultimo avvistamento a Rodia: "Era un pescecane". Uno spauracchio che ogni anno alimenta la credenza che le acque dello Stretto siano infestate da temibili creature

Occhio, c'è lo squalo! C'è chi giura di averne visto uno Mortelle, chi a Santa Margherita. Qualcun altro riporta fedelmente il racconto di un parente-amico-conoscente fidatissimo. E ogni anno si alimenta una credenza che porta in molti a credere che le acque dello Stretto siano infestate da temibili creature. 

Ieri l'ultimo episodio. A Rodia è stato avvistato un pesce di grandi dimensioni nuotare a una decina di metri dalla riva. "Era uno squalo", giurava un bagnante. Mentre su Facebook spopolava l'immagine di una medusa gigante che sarebbe stata catturata nei pressi di San Saba. Nient'altro che una fake-news da spiaggia. 

Lo Stretto è però una rotta migratoria per tantissime specie tra cui cetacei come balenottere e capodogli. Ma, come sottolineato più volte dai biologi, sono frequenti i passaggi di squali bianchi probabilmente attratti dalla presenza di grossi tonni, pescespada o delfini. Ma possono anche essere diretti verso il canale di Sicilia. A largo di Lampedusa, infatti, gli studiosi hanno documentato la presenza di una "nursery area" dove le femmine partoriscono i piccoli. Sembra però assai raro che un grosso squalo possa perdere la rotta e avvicinarsi alle coste frequentate dai bagnanti. 

Ad essere più frequentemente avvistate sono, dunque, altre specie. Potremmo chiamarli gli "squali de noantri". Appartengono, infatti, alla stessa famiglia del temibile e leggendario pescecane, ma si differenziano per dimensioni, carattetistiche e temperamento.

Uno di questi è il capopiatto, lungo fino a cinque metri, di colore grigio. Si nutre di pesci, molluschi e crostacei e i suoi movimento sono particolarmente lenti. Non solo risulta essere innocuo per l'uomo, ma spesso viene addirittura cacciato per fini alimentari. 

Un altro assiduo frequentatore dei nostri mari è il Palombo. Anch'esso è uno squalo, ma è lui a dover temere la presenza dell'uomo e non viceversa. 

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Chi ama il brivido o vuole emulare le gesta dei protagonisti del noto film di Spielberg dovrà quindi frequentare altri lidi. Ma in mare c'è sempre da stare attenti e non sottovalutare mai i pericoli. Non serve pensare a squali o altre creature terrificanti, basta avventurarsi tra le onde quando le condizioni metereologiche sono proibitive. Oppure è sufficiente mettersi alla guida di una barca o una moto d'acqua e scorazzare a pochi metri dalla riva.

In questo caso i pericoli maggiori dipendono da un altro animale: l'uomo. Proprio ieri, a Rodia, mentre si parlava del possibile avvistamento di uno squalo, due giovani se la sono vista brutta uscendo al largo nonostante il mare agitatissimo. Sempre ieri a Rodia un bagnante è stato soccorso dal 118 dopo un malore in spiaggia. La Guardia Costiera, impegnata nell'operazione spiagge sicure, raccomanda buon senso e il rispetto delle basilari norme di sicurezza e ricorda che per l'emergenza in mare è attivo il numero blu 1530 gratuito sul tutto il territorio nazionale ed attivo 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno.

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