Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Precariato e carenze d'organico, lavoratori Asp in subbuglio

Acque agitate nell'Azienda Sanitaria Provinciale, la Cisl guida la protesta: "Dritti fino allo sciopero"

Una serie di assemblee con all'ordine del giorno la votazione dello stato di agitazione del personale. Sono in fermento i lavoratori dell’Asp di Messina che già da inizio mese stanno tenendo una serie di incontri con al centro le criticità che ormai da tempo si trovano costretti a fronteggiare, dalla mancata stabilizzazione, ai trasferimenti e alla mobilità senza informazione e confronto con i sindacati, gravi carenze organiche di tutti i profili professionali del comparto e della dirigenza, sino alla mancata applicazione del sistema classificatorio.

Primo incontro all'ospedale di Taormina, poi Milazzo, Barcellona, Patti, Sant'Agata di Militello, Mistretta, Lipari e alla fine Messina il 26 giugno, per una road map serratissima che nel giro di un mese potrebbe portare alla proclamazione dello stato di agitazione e allo sciopero di tutto il personale in servizio presso l’azienda. “Qualche settimana fa -  spiega il segretario generale Giovanna Bicchieri – avevamo scritto all’assessore regionale alla salute e per conoscenza al Prefetto e alla Procura della Repubblica per chiedere la revoca del mandato al management aziendale dell’Asp di Messina, soffermandoci su una serie di criticità che vanno  dall’enormità del contenzioso, fino alla mancata stabilizzazione del personale del ruolo Sanitario, Amministrativo e Tecnico,  che ha già maturato o  maturerà a breve i 36 mesi, e poi ancora alla mancata assegnazione delle ferie, la disapplicazione dell’Istituto della Pronta Disponibilità, la mancata sicurezza sui luoghi di lavoro e la mancata informazione e confronto sulla apertura e chiusura di servizi, unità operative e trasferimenti dei lavoratori e sul trasferimento della postazione 118 dell’ex Mandalari.” “Tutti motivi – spiega il segretario Giovanna Bicchieri – che ci hanno spinto ad avviare le assemblee propedeutiche allo stato di agitazione del personale financo allo sciopero. I lavoratori – conclude la Bicchieri - sono stanchi. E’ giunto il momento di dare concretezza  alle loro istanze e dare finalmente applicazione ai principi del diritto.”

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