Rapporto sugli stipendi dorati dei dirigenti comunali, ma ora De Luca prepara la scure

Sotto il tiro incrociato per la nomina del direttore generale, il sindaco annuncia variazioni di centinaia di migliaia di euro sui conti correnti dei dirigenti che intascano circa cento mila euro lordi l'anno. Ecco come cambieranno dal 2021 e come sono cambiate le cifre del Palazzo

"Per alcuni è uno stipendio meritato, per altri no perché qualche dirigente raggiunge i risultati assegnati, ma non la maggior parte, ecco perché le cose dal prossimo anno cambieranno". Il sindaco Cateno De Luca, sotto il tiro incrociato per la nomina del direttore generale a 120mila euro l'anno, spiega così a MessinaToday come intende far quadrare i conti a Palazzo Zanca dove, fra sprechi e risparmi, restano nette differenze all'interno di un organico in cui i dirigenti dei dipartimenti guadagnano cifre annue superiori anche alla stessa indennità di sindaco e giunta. 

Cosa è cambiato dal 2018 a oggi

Che dall'insediamento del primo cittadino a oggi un risparmio nelle casse comunali ci sia stato questo è certo. Con la revoca dei contratti delle Posizioni organizzative e delle Alte professionalità, infatti, nelle casse di Palazzo Zanca sono rimasti circa 2 milioni e 300 mila euro. Le 123 figure (107 PA e 16 PO), introdotte dall'ex sindaco Renato Accorinti, con uno stipendio dai 9 mila ai 12.500 euro, assunte per potenziare i funzionari del comune sono state eliminate quasi da subito dal primo cittadino. "Altri fondi e progetti sono stati tagliati risparmiando ancora un milione e duecento mila euro", aggiunge Cateno De Luca. A queste cifre vanno poi eliminati, ancora, gli stipendi dei dirigenti deferenti di Atm, Amam e Messina Servizi Bene Comune per un'ulteriore somma di 550 mila euro lordi annui in più per Messina. E, ancora, la riduzione dei dirigenti comunali da tredici a nove con il pensionamento di Mario Pizzino e la collocazione in altre funzioni di Domenico Manna, Riccardo Pagano e Romolo dell'Acqua, hanno fatto risparmiare un milione e cento mila euro netti. 

Il caso Basile e il passo indietro di De Luca

Dopo aver definito il direttore generale "una figura da eliminare poiché tale ruolo non è previsto nel progetto politico della mia amministrazione", secondo quanto aveva dichiarato durante il comizio di insediamento nel giugno del 2016, Cateno De Luca ha fatto un passo indietro nominando, invece, Federico Basile, che costerà alle casse comunali 188 mila euro con un di un compenso lordo annuo di 120 mila euro più la percentuale del 15% a titolo di retribuzione di risultato collegata al raggiungimento degli obiettivi assegnati. E mentre nel mirino delle critiche del primo cittadino continuano a finire i dipendenti comunali, il segretario generale della Cgil Messina Giovanni Mastroeni e il segretario generale della Uil Messina Ivan Tripodi attaccano De Luca. "Non si riesce a comprendere il senso di atteggiamenti che da una parte screditano il mondo del lavoro per inefficienza e sperpero del denaro pubblico mentre dall’altra si assumono provvedimenti discutibili come questo”, scrivono in una nota. 

Gli stipendi dorati dei dirigenti comunali 

Nonostante il primo cittadino abbia ridotto i dipartimenti da quattordici a nove, gli stipendi restano da capogiro. La busta paga viene conteggiata dalla somma dello stipendio tabellare uguale per tutti di 39.939 euro, di una quota fissa che per ogni dirigente ammonta a 11.533 euro, di una parte variabile legata al peso del dipartimento e da altre indennità (tredicesima, indennità di vacanza contrattuale e indennità integrativa speciale). Come direttore generale e segretario generale Rossana Carrubba guadagna all'anno 93.150 euro. Una cifra molto simile ma inferiore a quella del dirigente del dipartimento Affari generali, Carmelo Giardina, che percepisce 93.843 euro esattamente come Antonella Cutroneo, dirigente del dipartimento Organismo di Staff, Domenico Signorelli, dirigente del dipartimento di Polizia municipale, Francesco Ajello, dirigente del dipartimento dei Servizi Ambientali, Antonio Cardia, dirigente del dipartimento ai Servizi territoriali ed urbanistici, Antonino Cama, dirigente del dipartimento ai Servizi tributari. Con uno stacco di quasi due mila euro Antonio Amato, dirigente del dipartimento ai Servizi tecnici arriva aun compenso annuo di 95.615 euro, seguito dai 103.010 euro di Salvatore De Francesco, dirigente del dipartimento ai servizi alle persone e alle imprese e da Giovanni Di Leo, ragioniere generale e dirigente del dipartimento ai servizi finanziari in assoluto il più "ricco". Il suo guadagno ammonta a 104.452 euro.

Come cambieranno dal 2021 i compensi

Per questi ultimi a fare la differenza è proprio la "posizione parte variabile", cioè la fetta di stipendio accessorio legata al peso del dipartimento. Il totale? 959.285 euro. Lordi. A questi bisogna aggiungere, infatti, i costi delle tasse per un totale che schizza ben oltre il milione e mezzo di euro. "La modalità di distribuzione della somma di indiennità di posizione e di risultato cambierà", spiega ancora De Luca. "Considerando il salario accessorio attualmente viene ripartito all'85% per l'indennità di posizione e al 15% per il risultato. Se io invece dal 2021 distribuisco questa somma dando il 50% per la posizione e il 50% per il risultato il dirigente che non raggiunge risultati avrà una riduzione consistente della retribuzione. A questo va aggiunto, infatti, che l'indennità di posizione viene mensilizzata e, di conseguenza, è utile ai fini pensionistici, mentre l'indennità di risultato è una tantum erogata dopo un procedimento di raggiungimento degli obiettivi. Questo cambiamento strutturale modifica intanto mensilmente lo stipendio dei dirigenti che vedrà una riduzione del 35% rispetto al salario accessorio costringendoli a raggiungere risultati per prendere il 50% del monte dell'intera retribuzione accessoria". Detto senza giri di parole, se il salario tabellare rimarrà invariato, cambieranno tutte le altre cifre. Tanto la quota stabile di di 11.533 euro uguale per ogni dipartimento quanto la cifra variabile, che per ogni dipendente varia da un minimo di 35 mila euro a un massimo di 44 mila euro. 

Stando a questi calcoli potrebbero essere ancora risparmiati oltre 550 mila euro. Ma questo si potrà vedere in futuro, sulla base dei requisiti che il sindaco De Luca specificherà essere ottimali rispetto all'impegno dei dirigenti e sulla base di questi calcolare l'efffettivo ammontare degli stipendi. 

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