Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Stretto Pride, si spaccano le associazioni arcobaleno: "Supporto dai neofascisti inaccettabile"

Un documento aperto da parte di tre associazioni che prendono le distanze dall'ultima manifestazione

Una parata che ha preso le distanze dalle motivazioni di tutti smettendo di esprimere il punto di vista di tutti. Un documento al vetriolo, quello firmato dalle associazioni Non Una di Meno, ARCI Thomas Sankara LiberazioneQueer+Messina e LiberazioneQueer+Messina, ma aperto anche ad altre persone, che sottolinea per punti i motivi di distacco dalla grande platea di voci "arcobaleno". 

"Il Pride è da sempre un momento politico di grande valore sociale e storico. Moltə di noi hanno lavorato sin dal periodo del lockdown alla creazione di un Pride realmente inclusivo realizzando la Queermesse: abbiamo parlato di guerre, di violazione dei diritti umani e discriminazioni. Lo StrettoPride 2023 si è mosso, invece, in un'altra direzione: partiti moderati che scendono a patti con i conservatori, omaggi ad un'amministrazione di destra e grandi aziende sponsor. Inaccettabile il patrocinio (neanche la semplice sponsorizzazione) del gruppo Caronte e Tourist, che ospita sulle proprie navi un ministro rappresentante di un governo neofascista che sostiene la realizzazione del ponte; gravissimo dopo tragedia che ha colpito la Romagna come anche molte località del nostro territorio vittime di alluvioni devastanti, ricordiamo quella di Giampilieri nel 2009 che ha causato 37 vittime", si legge. 

"Dimenticata anche la classe lavoratrice, con cui la nostra comunità condivide la resistenza al capitalismo, visto che uno dei pochi interventi è stato un elogio ad un bar di una città dove ristorazione e turismo si basano sullo sfruttamento: lavoro in nero, paghe insufficienti, turni irregolari, assenza di tutele minime rispetto alla sicurezza sul lavoro, numerosità degli incidenti sul lavoro. È chiaro che il fine di questo Pride é economico e non sociale, punta al puro rainbow-washing ed è carente di un manifesto politico incisivo di rivendicazione dei diritti di tutt*. Questa deriva scaturisce da un problema di metodo: Il Pride è un evento politico che necessita di un percorso assemblearecollettivo, aperto e partecipato, non un incontro lobbistico fra borghesia LGBT+ e classe dirigente", proseguono. 

"Un’altra nota riguarda le famiglie arcobaleno, che abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere nella loro battaglia per l’uguaglianza, che tuttavia non si smarcano dall'ottica binaria di genere. Il loro intervento si inserisce in una scaletta poverissima di contenuti utili alla comunità e già decisa da organismi non trasparent. Ancora, l'intervento dell’assessora ci lascia perpless* perché supporta dei “diritti” di natura politica non precisata; a questo punto ci aspetteremmo un impegno della giunta comunale per la realizzazione di un checkpoint per la prevenzione sessuale, per la registrazione dei* figli* delle coppie omogenitoriali e per la cessione di spazi ad associazioni e collettivi, ma, sino ad oggi,abbiamo visto solo un municipio illuminato dai colori dell'arcobaleno", sottolineano 

"Ritorniamo all'intersezionalità, sfruttiamo l'occasione della "parata" per dare il megafono a tutt*: persone trans, migranti, sex workers, persone con disabilità: nessun* può essere escluso. Sottolineiamo che non cadremo assolutamente in retoriche antimeridionaliste che vedono il Sud come incapace di essere intersezionale: la comunità queer messinese c'è e può benissimo collaborare con le altre; il Sud ha esperienze di lotta queer importanti che hanno messo al centro corpi, territori e popolazione (come a Palermo), non vediamo perché a Messina dobbiamo accontentarci di un Pride pubblicitario senza politica! La comunità LGBTQ+ messinese si è parzialmente accorta di questa mancanza e ogni anno sempre più persone disertano un Pride che non rigetta lo sfruttamento capitalistico di esseri umani, un Pride che non pianta i piedi per terra contro le forze reazionarie", aggiungono. 

"Per creare l'alternativa è necessario ritornare alla partecipazione ed a un mutualismo popolare che vada ben oltre il social e la prevendita da discoteca e aperitivo, urge una rinascita solidale della comunità LGBTQ+ messinese. Questo comunicato è solo il primo dei nostri sforzi collettivi verso questo obiettivo", concludono. 

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