Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca Torre Faro

"Questa non è inclusione ma ghettizzazione", la Onlus #Vorreiprendereiltreno contro il Polo blu

L'associazione, con lo scopo di tutelare i ragazzi speciali, ha pubblicato un post su Facebook criticando l'iniziativa messinese. "Questi bambini dovrebbero quindi “socializzare ed integrarsi “ solo esclusivamente tra di loro?", si legge

Non una iniziativa ma un confinamento dei minori con disabilità in uno spazio dedicato esclusivamente a loro. È questa l'accusa scagliata dalla Onlus "#Vorreiprendereiltreno", una associazione nazionale che tutela le disabilità e promuove le politiche sociali di inclusione che ha pubblicato un post su facebook prendendo una dura posizione contro il "Polo blu", inaugurato dalla Messina Social City nei giorni scorsi. 

"Possibile sia così difficile comprendere che “convivenza delle differenze” significhi ben altro che relegare i bambini con disabilità in un centro estivo SOLO per loro? A quanto pare si, per molti, questo risulta essere incomprensibile.. Come a Messina dove è stato realizzato un centro estivo, il “Summer Village ” con ‘’l’obiettivo di fornire esperienze di inclusione e socializzazione” e finanziato con i Fondi PON Inclusione che dovrebbero proprio essere utilizzati a tale scopo", si legge. 

"Durante l’inaugurazione non si sono sprecate le espressioni tipo “sarà possibile far vivere a questi ragazzi una nuova esperienza estiva di tempo libero, all’insegna della socializzazione e dell’integrazione” e “promuovere percorsi e iniziative di tempo libero significa riconoscere loro la dignità data dall’inclusione sociale, dell’essere persone tra le persone “… Ma il centro estivo come scritto sulla locandina e sul bando per le iscrizione parla solo di “bambini con disabilità”, proseguono. 

"Questi bambini dovrebbero quindi “socializzare ed integrarsi “ solo esclusivamente tra di loro? Che tristezza... Noi siamo profondamente amareggiati nel vedere come negli ultimi mesi stia prendendo sempre più piede questo tipo di mentalità che cerca di relegare ai margini della società le persone con disabilità. Ci vogliamo augurare che questa deriva abilista non trovi fondamento alcuno nella nostra cultura e, statene certi, noi con il vostro sostegno, la combatteremo fino a che avremo voce", concludono. 

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