Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

La guerra per i dehors, pressing di Interdonato sulla Soprintendenza: “Voglio i pareri sul terminal crocieristico”

La richiesta di accesso agli atti del vice presidente del consiglio comunale dopo il no alle aree attrezzate di tipo c nelle piazzette tematiche per bar e ristoranti. Sotto accusa la discrezionalità per le autorizzazioni che mettono a rischio la visuale prospettica dello stretto

Guerra aperta con la Soprintendenza di Messina. Con una nuova richiesta di accesso agli atti, il vice presidente del consiglio comunale Nino Interdonato chiede copia dei pareri rilasciati per la realizzazione del nuovo terminal crocieristico e dell’installazione della ringhiera posta a delimitazione dell’area portuale, evidenziando i criteri di superamento del vincoli storico-paesaggistici e prospettici insistenti nel centro storico e sull’affaccio a mare, e che gli stessi non disturbino la visuale prospettica dello Stretto di Messina.

Le richieste di chiarimenti sull’operato della Soprintendenza dopo che la stessa si è dichiarata irremovibile nell’autorizzare dehors di tipo c nelle piazzette tematiche, in quanto le strutture, poste nei corridoi laterali delle piazzette, disturberebbero la visuale prospettica dello stretto dalla piazza.

Interdonato che da mesi ormai sta portando avanti una battaglia per le autorizzazioni semplificate ad esercenti che vogliono utilizzar spazi esterni per i loro locali in vista delle riaperture e dopo un lungo periodo di blocco che ne ha determinato una crisi senza precedenti, è deciso a non mollare mettendo in evidenza i paradossi della decsione.

Nei giorni scorsi aveva chiesto di conoscere anche tutti i pareri rilasciati a suo tempo per la realizzazione della tranvia con particolare riguardo ai tratti ricadenti in via Vittorio Emanuele II, Viale della Libertà e Viale Sn Martino, pareri in cui evidentemente sono stati superati i criteri di vincoli storico paesaggistici e prospettici insistenti nel centro storico e sull'affaccio a mare posti invece per i dehors. “La vera causa della desertificazione della nostra città – spiega Interdonato - sono i miopi burocrati, quando tutti saremo andati via “loro” potranno godersi, in solitaria, la  visuale prospettica”.

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