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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Taormina al focus del G20Spiagge, “serve norma che aiuti i piccoli comuni” 

Pasqua alle porte e l’estate in arrivo con tante incognite sulla ripresa turistica, il sindaco Mario Bolognari all’incontro che riunisce le maggiori città balneari d’Italia: “Occorrono dotazioni finanziarie e risorse umane per provvedere alla organizzazione di servizi per centinaia di migliaia di turisti”.

Le 26 maggiori città balneari italiane a confronto con i responsabili del settore turismo dei gruppi parlamentari. È il G20Spiagge, l’organizzazione che raggruppa le località turistiche del mare italiano di cui fa parte anche Taormina, che oggi si è riunita a Roma per un focus di approfondimento e scambio di proposte tra i primi cittadini. All’orizzonte c’è una ennesima stagione estiva, la terza dal 2020, non certo usuale. Le prime avvisaglie, nella Perla dello Jonio, si stanno registrando già in questi giorni a causa degli effetti che il conflitto tra Russia e Ucraina stanno provocando sul flusso turistico in vista delle prossime vacanze di primavera e pasquali. 

Si cerca, quindi e comunque, di lavorare in vista dell’estate e soprattutto sullo status di “Città Balneare”, il cui riconoscimento garantirebbe una attività amministrativa equilibrata, corretta rispetto alle tematiche dello sviluppo economico e sociale e all’altezza delle necessità di protezione ambientale del delicato territorio costiero.  Non va dimenticato, che una caratteristica comune alle città balneari del G20Spiagge è quella di essere comunità che nel corso dell’estate, con l’arrivo dei turisti, passano da 10-30 mila abitanti a 100-200 mila.

«L'incontro di Roma – ha detto nel corso del suo intervento il sindaco di Taormina Mario Bolognari - assume un significato strategico per il futuro delle località turistiche balneari italiane. Infatti, la richiesta forte alle forze politiche e turisti. Varare una normativa che riconosca la specialità di comuni che a fronte di dotazioni finanziarie e risorse umane proprie dei piccoli comuni, devono provvedere alla organizzazione di servizi per centinaia di migliaia di turisti. Contribuiscono alla ricchezza del Paese, senza però avere i mezzi per mantenere un livello accettabile di risposte sul piano della raccolta e smaltimento dei rifiuti, della depurazione e della pulizia dei litorali, della capostazione e distribuzione idrica, dei parcheggi e della viabilità oltre che della safety e della security. Un problema politico che va finalmente affrontato con la consapevolezza che bisogna dare ai comuni turistici che si trovano sul mare prerogative che li rendano protagonisti di una Italia migliore ed efficiente».

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