Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Taormina

"Mafiosi al pistacchio" e "Cosa nostra alle mandorle": pasticceria di Taormina nella bufera

Scoppia la polemica dopo la segnalazione di due studenti palermitani sui nomi dati a due dolci. La reazione del sindaco Bolognari: "Vanno cambiati". Il pasticcere a MessinaToday: "Li produco da trent'anni per combattere la criminalità"

Più che dolci da leccarsi i baffi si sono rivelati un vero e proprio boccone amaro per taorminesi e siciliani in genere. Sono i "Mafiosi al pistacchio" e la "Cosa nostra alle mandorle", due prodotti tipici della pasticceria Roberto di Taormina, finiti al centro delle polemiche dopo la segnalazione di due studenti palermitani. 

Prelibatezze particolarmente apprezzate dai turisti, attirati senz'altro dai nomi particolari con cui sono state battezzate. Una strategia di marketing sicuramente azzardata che non è però affatto piaciuta al sindaco di Taormina Mario Bolognari. Il primo cittadino ha annunciato un intervento immediato affinché i due prodotti vengano rimossi dalla vetrina o sia quantomeno cambiato il loro nome.

Mentre la polemica impazza sui social, nessuno ha però avvisato i titolari della pasticceria incriminata. "Non sapevamo di essere finiti sulle pagine nazionali - precisa Ilaria Chemi a MessinaToday - e avremmo gradito un confronto diretto con il sindaco Bolognari prima che venissero annunciati provvedimenti. Produciamo questi dolci da oltre trent'anni e nessuno si è mai lamentato".

E sulla scelta di accostare a dei dolci il tema mafia spiegano: "Abbiamo dato questo nome - afferma Chemi -  proprio per esorcizzare la brutta nomina che Taormina e l'intera Sicilia hanno nel mondo per colpa della mafia. E' un tentativo per condannare la criminalità, ci è sembrato un modo originale per farlo".

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