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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca

Villetta Quasimodo, una targa dove morì Wanda in ricordo di tutte le vittime di omobilesbotransfobia

L'iniziativa arriva alla fine di un percorso avviato da Arcigay Messina Makwan. Il presidente Duca: "Nessuno deve morire per il proprio modo di amare"

Per anni è stato il giallo di Pasqua. La città si preparava ad un week end di relax tra cioccolata e pranzi faraonici. La processione delle Varette era finita da un po' ed Emanuele Bertè, con i suoi pantaloni attillati, era tornato a casa. Qualcuno ha suonato alla sua porta, nel seminterrato di via del Vespro. Ha aperto. Poi le coltellate e anche un colpo di ferro da stiro. 

Un omicidio violento che ha lasciato nelle mani degli investigatori solo pochi indizi: il bottone di una giacca, un paio di profilattici e nessuna traccia di un biglietto con il quale sarebbe dovuto partire il lunedì successivo in Marocco. Era il 14 aprile del 1995.

In memoria di Emanuele Bertè, per tutti Elio, per tanti anche Wanda, sarà posta la targa commemorativa che verrà scoperta martedì 17 maggio alle 17, all’interno della villetta Quasimodo, nell'ambito della Giornata internazionale contro l’omobilesbotransfobia dedicata alle vittime di omobilesbotransfobia.La posa della targa arriva alla fine di un percorso avviato da Arcigay Messina Makwan nel 2015 e vuole essere simbolo per tutte le ricorrenze a partire dal 27 gennaio fino al TDOR, giornata per le persone Trans.

“E’ stato un iter lungo e piuttosto complesso - spiega Rosario Duca, presidente di Arcigay - la richiesta iniziale prevedeva una targa per le vittime omosessuali durante il periodo del nazifascismo ed infatti in quella direzione verteva l’approvazione arrivata nel 2016 dall’allora giunta Accorinti. Ma dopo l’approvazione il percorso che sembrava essere in discesa, tanto che pensavamo ad una rapida conclusione, a causa di non comprensibili motivi si arenò. Nel frattempo si giungeva a fine consliatura e quindi tutto doveva essere rimandato a chi avrebbe amministrato la Città successivamente. Non appena si è insediata la nuova Amministrazione, come abitudine di quest’Associazione abbiamo riprotocollato la documentazione chiedendo che quanto approvato dalla Giunta precedente in merito alla Targa riprendesse l’iter per giungere a conclusione. Dopo varie peripezie e la discussione in commissione toponomastica si è giunti a sintesi e quindi gli uffici hanno potuto definire gli aspetti tecnici. Nel frattempo però abbiamo valutato la possibilità di modificare la dicitura in quanto quella iniziale era limitata solo alle vittime del nazifascismo e quindi circoscritta ad un tempo definito. In nostro intendimento nel modificare la dicitura è stato quello di ricordare le vittime di violenza omobilesbotransfobica di ogni tempo”.

La targa sarà posta all’interno della villetta a ridosso di via del Vespro per ricordare anche l’efferato delitto ancora senza colpevoli di Emanuele Bertè in arte Wanda avvenuto proprio in via del Vespro.

"Auspichiamo che questa targa oltre a ricordare le vittime innocenti uccise solo perché avevano un orientamento sessuale o identità di genere non conforme al pensiero dominante possa essere per chi si ferma a leggere un motivo di riflessione perché nessun* persona debba morire per mano violenta per il proprio modo di amare”.

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