Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Navi Tarnav ferme, il titolare: “La Regione si svegli, noi alternativa più sicura se allentano le restrizioni”

A parlare dei mezzi ancorati al porto di Milazzo Taranto Anselmo, che punta sul turismo di prossimità se la situazione si sblocca:"Scommettiamo sulla ripartenza ma senza un supporto da parte delle istituzioni non sarà facile"

Se un settore va giù trascina con sé tutti gli altri ad esso collegati. E’ quello che sta accadendo al turismo che in generale è tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria. Un mondo in ginocchio dalla cui ripresa dipendono tanti comparti tra cui quello nautico. In fase di stallo anche la compagnia di Navigazione Tarnav che in tempi normali garantiva servizi di trasporto da Milazzo alle isole Eolie e minicrociere, in questo momento ferma da ottobre 2019. La stagione 2020  che va da fine marzo a ottobre non è mai partita.

“Siamo bloccati - afferma Anselmo Taranto titolare dell’azienda- non stiamo partendo perché abbiamo avuto una cancellazione del 100% delle prenotazioni tra presenze straniere e  scolaresche per il periodo compreso dal 21 marzo al 30 maggio”. 

Situazione drammatica resa ancora più difficile dalle restrizioni vigenti nelle isole  e da un turismo bloccato che rischia di non ripartire: “Se si sblocca il turismo nazionale abbiamo la possibilità di puntare almeno a quello di prossimità con rientro in giornata,  che ogni anno riguarda il periodo che va dall’1 luglio al 31 agosto. Il turismo straniero che solitamente conta il 95% di presenze dal 21 marzo al 30 giugno ormai è andato”.

L’azienda non solo intende recuperare l’utenza locale per coprire almeno le spese e non continuare a lasciare a casa i dipendenti per la cui categoria non sono previsti ammortizzatori sociali, ma spera di divenire un modello di trasporto alternativo ai servizi di trasporto statali che se si allentassero le restrizioni sarebbero insufficienti a gestire da soli il flusso di passeggeri per via della riduzione della percentuale di carico: “Per noi ripartire è una scommessa con l’intento di dare un servizio alternativo ai mezzi statali in nome della sicurezza.  Le nostre navi anche con una riduzione del 50% della capacità di carico sono ampie, abbiamo  divani e spazi aperti. Tutte condizioni che ridurrebbero le possibilità di contagio. Ai nostri clienti  proporremmo inoltre  tutte le attrezzature necessarie per viaggiare senza rischi, comprese le mascherine. Vogliamo dare un’immagine di sicurezza , convincere l’estero per l’anno prossimo e dare fiducia ai clienti locali che siano pendolari o  turisti”.

La Tarnav attende di riaccendere i motori  ma può farlo soltanto se il turismo riparte e si attivano le attività commerciali: “Intendiamo -continua il titolare dell'azienda- seminare oggi per raccogliere domani, se le restrizioni si allentano noi ci vogliamo essere  chiediamo la possibilità di operare con tranquillità senza che la burocrazia si metta in mezzo”.

“La Regione apra  gli occhi –aggiunge –perché ci sono questi mezzi fermi  e potrebbero essere un’alternativa valida per dare l’immagine di una Sicilia che viaggia in sicurezza. Scomettiamo sulla ripartenza ma senza un supporto mediatico, economico o strategico da parte delle istituzioni  sarà sicuramente più difficile".  
 

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