Teatro Savio, cala il sipario anche sulla stagione Arb

Disposizioni improponibili e mancanza di risorse economiche. Non ci sarà una nuova programmazione "Aria nuova in Me", Davide Liotta: "Aspetteremo condizioni più favorevoli"

Foto repertorio

Senza un’ancora di salvezza la cultura a Messina rischia di andare sempre più giù. Dopo la chiusura della storica sede di via Trento di Clan Off Teatro per il mancato accordo con i proprietari dell'immobile, arriva la notizia che anche il sipario del teatro Savio non si rialzerà per la consueta stagione organizzata da Arb interrotta bruscamente lo scorso marzo. Il motivo non cambia: carenza di risorse economiche per portare avanti un progetto che già stentava a sopravvivere in tempi normali, figuriamoci adesso con distanziamento sociale, riduzione dei posti e costi per la sanificazione.

A confermarlo, con l’amaro in bocca, Davide Lotta presidente dell’associazione Arb:  “Siamo molto preoccupati  per il teatro. Anche se l'attività dell' associazione proseguirà nella  nostra saletta con eventi didattici, cultura e spettacolo , la stagione a teatro non riprenderà per due ragioni principali: insostenibilità economica e mancanza di quelle condizioni di tranquillità che da sempre spingono  il pubblico a venire a teatro. Ripartiremo quando  ci saranno meno restrizioni e disposizioni  più proponibili". 

Il Savio infatti con le norme vigenti potrebbe ospitare solo 80 posti su 250  con una conseguente  perdita di entrate,  da mettere in contro anche i costi di sanificazione, spese che una piccola realtà che si autofinanzia senza l’aiuto di nessuno  non può permettersi. “Il teatro inoltre – aggiunge Lotta - è il luogo di aggregazione per  eccellenza dove si creano emozioni,  con tutte le restrizioni ci sarebbe un’atmosfera sfavorevole, lontana da un momento di relax”.

Quali sono le prospettive per i prossimi mesi?: “Abbiamo spettacoli teatrali e musicali sui quali abbiamo investito- dichiara Liotta- oltre al recupero degli appuntamenti cancellati come quello con Roberto Lipari che si terrà a Villa Dante, abbiamo altro in programma ma li organizzeremo nella nostra piccola sala. A luglio abbiamo cercato spazi all’aperto in cui  trasferire la stagione ma non  abbiamo trovato nulla”.

Un segno di ripresa  potrebbe arrivare incrementando la collaborazione tra le piccole realtà e le istituzioni,  come sta accadendo per la rassegna a Villa Dante e non solo: “Un esempio positivo ci viene dal Mume –prosegue Lotta- che ha appena ospitato  il Clan Off . Se oltre al museo , altre istituzioni come ad esempio l’Università mettessero a disposizione 5 o 6 luoghi all’aperto per ospitare i nostri spettacoli ci sarebbe la soluzione, perché a Messina abbiamo il clima dalla nostra parte per sei mesi l'anno”.

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Alla base di tutto c’è la mancanza di spazi da concedere  gratuitamente alle piccole realtà che ora più che mai hanno bisogno di sostegno: “La maggior parte di noi vorrebbe poter svolger le  proprie attività in modo più semplice, il Comune potrebbe per esempio  mettere a disposizione la sua capacità di comunicazione oppure rinunciare a qualche contributo come ad esempio alla tassa per l’affisissione dei manifesti. Le grandi aziende o le istituzioni potrebbero concedere gratuitamente degli spazi lasciando la direzione artistica alle associazioni".  In attesa che qualcosa cambi  l'unica certezza è che le luci del Savio per Arb resteranno spente privando la cittadinanza di un altro pezzo di cultura.

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