Irccs sotto accusa, Bramanti e Barone: “Nessun legame tra l'app Sicilia Sicura e la Telemedicina”

Il direttore scientifico e quello generale “chiariscono” la posizione del Centro Neurolesi dopo le notizie che hanno determinato anche l'esposto in procura della Uil sul presunto conflitto di interessi

Il Centro Neurolesi

Due pagine fitte fitte di “curriculum” dell’Irccs firmate dal direttore scientifico Placido Bramanti e il direttore generale Vincenzo Barone. Arriva una “nota chiarimenti” sul progetto di telemedicina del Centro Neurolesi Bonino Pulejo dopo le polemiche  per l’app “SiciliaSicura” che può essere scaricata in maniera facoltativa da chi arriva nell’isola, per inserire dati personali sul proprio stato di salute, gli spostamenti e avere assistenza in caso di stato febbrile e sospetto Covid.

A far discutere non è più solo il “tracciamento”, quanto il progetto  “TeleCovid Sicilia” nel suo complesso. L’operazione da 3,5 miliardi è finita in procura per l’esposto della Uil dopo notizie di stampa che hanno fatto emergere un possibile conflitto di interessi legato alla partecipazione di Alessia Bramanti, figlia del direttore scientifico dell’Irccs nella sua qualità di project manager per conto della  “Dedalus Spa”, gruppo industriale leader internazionale nel software sanitario, con sede a Firenze e presieduto da Giorgio Moretti, che ha sviluppato l’applicazione.

Ma cosa spiega il comunicato dell’Irccs, oltre a riassumere l’esperienza fin qui maturata dal centro neurolesi e chiarire che la collaborazione con la Regione è legata solo al tempo necessario ad affrontare l’emergenza pandemia e che cessata l’allerta l’Irccs tornerà a dedicarsi esclusivamente al campo delle neurolesioni? “Che nessun legame esisteva nè esiste fra il progetto di Telemedicina dell’Irccs e l’app in questione. E men che mai la app Sicilia Sicura risulta sviluppata nell’ambito del Progetto TeleCovid Sicilia. Si tratta di due attività distinte e separate - spiega la nota - che ricadono l’una nel settore sanitario, l’altra facoltativamente nell’ambito turistico e con un apparato ed una competenza adeguati ad affrontare le migliaia di visitatori e ospiti attesi in Sicilia, da parte della Regione”.

Secondo Irccs che neanche una volta cita la Dedalus nè Alessia Bramanti,  “nessun finanziamento aggiuntivo per la realizzazione dei progetti, tutti ministeriali per quanto attiene la ricerca, a parte l’acquisizione di ulteriori dispositivi domiciliari, per soggetti colpiti dal virus, acquistati sulla base delle stime della curva epidemiologica”.

Con la nota si coglie anche l’occasione per spiegare che “Irccs ha sempre proceduto alle acquisizioni di beni e servizi nel pieno rispetto delle normative vigenti secondo criteri di massima trasparenza e concorrenzialità, così come nel caso della piattaforma di telemedicina aggiudicata mediante adesione alla Convenzione Consip” e che “come da prassi in un Irccs pubblico le procedure sono sempre quelle previste dalla legge e devono consentire di completare, nel caso di progettualità scientifiche, i progetti nei tempi e nelle modalità previste dal Ministero anche attraverso la validazione della ricerca prodotta”.

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Infine “la correlazione tra le iniziative di cui si è detto ed il finanziamento di € 91 mln assegnato all’Irccs ai sensi del D.M. 25 gennaio 2018 ed il Progetto “TeleCovid Sicilia è assolutamente infondata, e non serve richiamare la corrispondenza intercorsa anche con Codesto assessorato, nella quale in alcun modo si fa riferimento ai progetti relativi alla telemedicina. Non appartengono alla ricerca scientifica i finanziamenti destinati all’ordinaria attività dell’Irccs né tantomeno possono ricadere in altri ambiti scientifici. Lo stesso progetto Jessica di € 3.080.000,00, finanziato dalla Regione Siciliana su fondi strutturali della programmazione 2007/2013 – conclude la nota -  riguarda l’efficientamento e l’adeguamento energetico del presidio Casazza. Progetto che nulla ha che vedere con la Telemedicina, né può in alcun modo essere associato in quanto destinato ad altre finalità, con gestori dell’appalto di altra competenza e natura”.

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