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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Terza dose senza prenotazione, come funziona dal 1º dicembre: grandi hub, farmacie e medici di famiglia

Tra 20 giorni in Italia la nuova somministrazione del vaccino anti covid - con Pfizer o Moderna - spetta anche alla fascia 40-60 anni. Figliuolo spinge perché tutte le Regioni si attrezzino per accogliere i cittadini senza farli prenotare. Il futuro degli hub

"L'Italia oggi è il Paese che l'Europa sta prendendo a modello: grazie al lavoro eccellente fatto dai governatori e dalla struttura commissariale, siamo tra i Paesi più sicuri. Anche la Germania guarda al nostro modello". Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali, in un'intervista al Corriere della Sera, si dice convinta che per superare definitivamente l'emergenza ora è "fondamentale accelerare sulla terza dose". "Si avvicina la stagione fredda e dobbiamo evitare un'eccessiva circolazione del virus", commenta.

Terza dose da dicembre 2021 agli over 40

Terza dose, dall'1 dicembre in Italia la nuova somministrazione del vaccino anti covid - con Pfizer o Moderna - spetta anche ai cittadini della fascia 40-60 anni, come annuncia il ministro della Salute, Roberto Speranza. Unico requisito: devono essere passati 6 mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, anche quello eseguito con AstraZeneca o con un mix eterologo tra AstraZeneca e un vaccino a mRna. La scorsa settimana sono state definite le modalità per il richiamo da destinare a chi è stato vaccinato con il monodose Johnson & Johnson: anche in questo caso, come per la dose booster per gli over 40, vaccino mRna a 6 mesi dalla prima somministrazione.

Il primo dicembre si apre di fatto la nuova fase della campagna di vaccinazione con l'obiettivo alzare ulteriormente il muro contro i contagi. Tra 20 giorni via alla somministrazione del richiamo ad una nuova, ampia fascia di popolazione e si allarga la platea attualmente costituita da over 60, fragili, immunodepressi, ospiti delle Rsa, sanitari.

Per quanto riguarda i soggetti che sono stati vaccinati con il vaccino Johnson & Johnson, monodose, via libera della Commissione tecnico scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla dose di richiamo per chi ha ricevuto il vaccino monodose anti-Covid. La Cts, esprimendosi su richiesta del ministero della Salute, ha ritenuto che "per i soggetti vaccinati con Covid-19 Janssen sia opportuna la somministrazione di una dose booster eterologa con vaccino a mRna (nei dosaggi autorizzati per la dose booster) a partire da 6 mesi dalla prima dose".

In Italia, il booster sinora è stato ricevuto da circa 2,5 milioni di italiani. Secondo i dati forniti da Speranza, "siamo all'86,6% delle persone che hanno avuto la prima dose e all'83,6% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Dobbiamo insistere ogni singolo vaccino in più ci permette di avere un scudo in più", dice il ministro che durante la cabina di regia con il premier Mario Draghi, ha posto la questione della terza dose di vaccino anti-Covid obbligatoria per il personale sanitario e chi lavora nella Rsa. L'obbligo è già previsto per le prime due dosi e sul tavolo c'è la valutazione di estendere l'obbligo anche alla terza. Per ora è una direzione di marcia, si spiega, ma senza alcuna precipitazione immediata.

Terza dose anche in farmacia

La macchina ha circa 3 settimane per entrare a regime. Alcune regioni rispondono in maniera esplicita all'annuncio del ministro. "Bene le nuove fasce di età e l'estensione" ipotizzata "dell'obbligo della terza dose per i sanitari. Il Lazio è pronto", dice l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato.

In Lombardia, da ieri il booster viene già somministrato anche in 365 farmacie: sono presidi convenzionati che hanno confermato la propria disponibilità e ricevuto l'abilitazione al termine del ciclo formativo. Da oggi, nella regione, tutti i cittadini vaccinati da almeno 6 mesi con un'unica dose di vaccino Johnson & Johnson possono accedere al richiamo con un vaccino mRna.

Il Piemonte è pronto a partire con un piano già delineato. Riceveranno l’sms di convocazione coloro che hanno maturato i 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale. Intanto, in queste ore è arrivato il via libera dalla struttura del commissario alla somministrazione delle terze dosi anche nelle strutture socio residenziali per minori, disabili, malati psichiatrici e tossicodipendenti. La richiesta era stata avanzata proprio dalla Regione Piemonte, lunedì, durante la visita a Torino del generale Figliuolo presso l’Unità di crisi del Piemonte.

Hub verso la riapertura

Saranno riaperti tutti gli hub? "Le grandi strutture per la vaccinazione erano state lentamente dismesse dalle Regioni via via che la richiesta di prime dosi, e conseguenti richiami, calava. Dai dati della struttura commissariale per l’emergenza la tendenza non si coglie - nota Repubblica - perché il numero dei punti vaccinali negli ultimi mesi è rimasto stabile e ora è a 2.900. Questo avviene perché nell’elenco sono comprese anche strutture piccole, poliambulatori delle Asl che magari hanno sostituito gli hub. Se si parla di centri di grosse dimensione, però, il calo è stato di circa il 30% dall’estate".

Il commissario Figliuolo sta facendo i conti su quale può essere la domanda con l’ingresso delle nuove categorie e nei prossimi giorni dovrebbe partire la richiesta alle Regioni di riaprire gli hub o almeno alcuni. Il punto è che non tutti gli "aventi diritto" si presenteranno appena trascorsi i sei mesi

Le Asl in tutta Italia hanno spostato l’attività in strutture più piccole e ci sono i medici di famiglia che danno una mano con le somministrazioni. Inoltre da lunedì scorso nella maggior parte delle grandi Regioni (il Lazio è partito anche prima) i vaccini si possono fare anche all’interno nelle farmacie. Figliuolo ha già detto che dal punto di vista delle scorte non ci sono problemi.

Figliuolo spinge perché tutte le Regioni si attrezzino per accogliere i cittadini senza farli prenotare. Inoltre deve esserci la chiamata attiva, cioè vanno contattati in particolare i più fragili per invitarli a fare la somministrazione. Per questo lavoro saranno fondamentali i medici di famiglia, che spesso hanno un rapporto stretto con gli assistiti. Ma dalla fine di dicembre il possibile grande aumento di richieste tornerà a rendere indispensabili i grandi hub.

Tra un mese gli 8 milioni di cinquantenni e i 7 milioni di quarantenni si aggiungeranno ai circa 20 milioni di cittadini per i quali la terza dose è già prevista. Non per tutti è però arrivato il momento di farla. Sono infatti circa 6 milioni coloro per i quali sono trascorsi i sei mesi. Di queste persone, il 40% ha già sfruttato la possibilità ma l’adesione finora non è stata massiccia. Grosse le differenze regionali tra chi degli aventi diritto ha optato per la terza somministrazione: ad andare peggio di tutti è la Valle d’Aosta (16,9%), seguita dalla Basilicata (17%). La Calabria è poco sopra il 18 ma la peggiore delle grandi Regioni è la Puglia, dove sono stati fatti il 24% di richiami. Invece il Molise ha superato l’80% e il Piemonte è al 65%.

Fonte: Today.it

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