Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Il tesoretto all'estero di Francantonio Genovese? Va restituito con gli interessi

La sentenza della commissione tributaria regionale applica i principi sanciti dalla Cassazione sulla polizza assicurativa Life Bermuda da sedici milioni di euro sottoscritta a favore della moglie. Ecco le motivazioni

La polizza assicurativa Life Bermuda da sedici milioni di euro sottoscritta presso Credit Suisse nel 2005 da Francantonio Genovese a favore della moglie Elena Schirò va dissequestrata. Lo ha disposto la seconda sezione della commissione tributaria regionale, presieduta da Mario Zumbo, con la sentenza depositata il cinque novembre 2019.

Relatore il magistrato Giuseppe Costa, la sentenza ha disposto l’annullamento degli atti impugnati negli anni dall’Agenzia delle Entrate di Messina. La commissione Tributaria, ha ora fatto proprie le tesi del tributarista Gianfilippo Ceccio, affiancato dallo studio dell’ex ministro delle Finanze Augusto Fantozzi, che ha assistito Francantonio Genovese. Già il dodici dicembre del 2018 la Corte di Cassazione aveva sospeso il giudizio e con una successiva ordinanza del sei giugno 2019, ha cassato la sentenza della commissione tributaria regionale, presidente e relatore prof Santa Micali e composta anche da Angelo Giorgianni e dal procuratore capo di Barcellona Emanuele Crescenti, disponendone il rinvio ad altra sezione per la totale revisione.

Ma cosa hanno contestato gli ermellini ai magistrati tributari di Messina? L’errata applicazione retroattiva della legge 102 del 2009 sugli illeciti depositi di somme all’estero e la mancata indicazione nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi. In pratica, con la sentenza di primo e secondo grado, i magistrati, senza tenere conto che Francantonio Genovese avesse disposto l’apertura della polizza assicurativa a favore della moglie nel lontano 2005, non avevano ritenuto utili le informazioni fornite dal contribuente sulla provenienza dei soldi detenuti all’estero, lascito familiare degli anni passati, e avevano stimato in quasi ventisei milioni di euro le somme che l’ex parlamentare di Forza Italia dovesse versare al fisco italiano. Di più: gli ermellini hanno anche contestato, per mancanza di presupposti, l’applicazione della legge 167 del 1997 sul monitoraggio fiscale dei fondi detenuti all’estero.

La polizza Life Bermuda era venuta a galla dai controlli operati dalla Guardia di Finanza di Milano sui conti all’estero di cittadini Italiani, dopo le indagini avviate a seguito delle rivelazioni dell’informatico italo francese, Harvè Falciani e si era saldata sull’inchiesta Corsi d’Oro 1 e 2 aperta a Messina a carico del parlamentare sui corsi professionali che ne determinarono la condanna a undici anni, dimezzata in appello a sei e ora rivista dalla Cassazione che ha escluso, come aveva sempre sostenuto il primo difensore di Genovese Carlo Enrico Paliero, la configurazione del peculato.

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