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Cronaca

The bad guy, il film dove crolla il Ponte sullo Stretto non va giù a Germanà: "Offende i siciliani perbene e fa male al Paese"

Secondo il senatore, la serie Tv ripropone "l’antico stereotipo per il quale un’opera costruita in Sicilia non può essere immune da ingerenze della mafia"

Per la critica un film bellissimo, una nuova nuova perla italiana di Prime Video. Giovedì 8 dicembre sono usciti i primi 3 episodi su sei totali della prima stagione di The Bad Guy, la serie tv italiana Amazon Original che ha come protagonista il bravissimo Luigi Lo Cascio. Ma il gioiellino made in Italy sembra non sia piaciuto al senatore Nino Germanà (nella foto) che ha tacciato la nuova serie di alimentare "antichi stereotipi" e vecchi pregiudizi che associaziono la Sicilia alla mafia.

The Bad Guy con Luigi Lo Cascio è la nuova perla italiana di Prime Video

“Pare che a fare da cornice a ‘The bad guy’ - scrive Germanà - serie Amazon nella quale il protagonista è un magistrato accusato di associazione mafiosa, sia uno scenario distopico nel quale il Ponte sullo Stretto crolla e si indaga sul coinvolgimento di imprese mafiose negli appalti. L’antico stereotipo, per il quale un’opera costruita in Sicilia non può essere immune da ingerenze della mafia, fa male al Paese. Noi preferiamo costruire, abbiamo fiducia nelle opere che porteranno crescita, come il Ponte sullo Stretto, e con il ministro Salvini stiamo dimostrando che alle parole, cui abbiamo assistito in questi anni, seguiranno i fatti. Crediamo nella libertà di espressione, per questo speriamo sia proprio la cultura a demolire il pregiudizio ‘Sicilia = mafia’, che non è edificante e offende i siciliani perbene”.

germanà2Germanà ha trovato dunque il tempo di puntare i piedi per orgoglio cittadino, anzi siciliano. Una resistenza comprensibile ad accettare queste rappresentazioni. L'indignazione contro il binomio Sicilia = mafia si è levata spesso negli anni, a volte anche da coloro che sui meccanismi mafiosi hanno costruito le loro cospicue fortune e le loro posizioni pubbliche e private. Un argomento divisivo, così come da sempre lo è il Ponte sullo Stretto: da una parte chi lo vede come un toccasana per l'economia e chi, a proposito di binomi, lo associa se non alla mafia quantomeno allo spreco. Proprio domani, lunedì 12 dicembre, sarà il fronte del no al ponte che proverà a smontare ancora una volta la teoria dell'opera  "fondamentale per unire la Sicilia al resto d'Italia, e l'Italia al resto d'Europa". L'appuntamento è alle 17.30 nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca.

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