Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Tir.. e molla sui veleni e concessioni, i Verdi pronti a scrivere ai nuovi ministri

Attenzione puntata sui danni al territorio. Sardegna e Spadaro: “Ora basta. Bisogna pretendere attività compensative che non siano solo i canoni e soprattutto il ripristino immediato dei beni culturali eventualmente distrutti e la cura del territorio circostante”

Una estate in città soffocati dal caldo e dai tir. Sembra non esserci soluzione per liberare il centro dai mezzi pesanti. Prima perchè si aspettava l'approdo a Sud, ora perchè l'approdo non è funzionale. I provvedimenti tampone con i divieti del Comune nei fine settimana sbeffeggiati e comunque anche ritirati in nome di esodo e controesodo.

E poi: i Laghi di Ganzirri, riserva naturale trasformata in una fogna a cielo aperto ormai da anni nel disinteresse generale.

Due temi caldi, fra tira e mola e rimpalli di responsabilità, con cui la città si confronta da oltre trent'anni, sempre con gli stessi problemi.

Raffaella Spadaro-4“Ora basta - spiegano i portavoce regionali della Federazione dei Verdi Carmelo Sardegna e Raffaella Spadaro (nella foto) - Bisogna pretendere attività compensative che non siano solo i canoni derivanti dalle concessioni e soprattutto il ripristino immediato dei beni culturali eventualmente distrutti e la cura del territorio circostante. Vale per tutte le attività  improntate su territorio in concessione. Non serviranno a nulla i dossieraggi ed i ricattini alla Montante &C”.

I Verdi che stanno prendendo visione delle concessioni e spulciano il Piano della mobilità urbana sostenibile, annunciano l'invio di una nota ai Ministeri del nuovo governo per chiedere di rilevare eventuali reati e o omissioni. «Ma soprattutto per richiedere immediati provvedimenti -  continuano i due esponenti ambientalisti - Quando si utilizza il bene pubblico per svolgere attività private ed il bene pubblico ne subisce deprezzamento, degrado, inquinamento, non si tratta più di utilizzo ma di sfruttamento. Nel silenzio e nella compiacenza di chi questo bene pubblico ha il compito di tutelarlo.
Dare lavoro in cambio di silenzi è la solita solfa dell' accattonaggio locale. Il cane che si morde la coda”.

Sardegna e Spadaro non si esclude il ricorso presso altre sedi per garantire la sicurezza del territorio.

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