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Cronaca

Sotto l'Albero di Natale niente più lavoro per i 400 tirocinanti della Messina Servizi, note legali inviate al ministero

Il caso seguito dall'avvocato Giacobbe finito all'Agenzia di Coesione, contestato al Comune di non aver trovato alternative al progetto di inclusione per persone in disagio sociale

Quattrocento tirocinanti del progetto "Percorsi nuovi di accompagnamento all'abitare e risanamento urbano" senza più lavoro da poco prima di Natale. E senza che il Comune abbia portato avanti nuovi programmi dopo la scadenza in grado di far proseguire le attività per queste persone che facevano parte del programma rivolto ai nuclei familiari in stato di disagio abitativo, sanitario e sociolavorativo. Alcuni di loro, attraverso l'avvocato Annalisa Giacobbe, hanno già scritto più volte a Palazzo Zanca senza fin adesso ricevere risposte. Le note, ieri, sono giunte anche al ministero per gli Affari europei nei dipartimenti Affari europei e Coesione, il legale ha informato dei fatti il direttore dell'Agenzia di Coesione Giorgio Martini. Quest'ultimo era stato a Messina nel gennaio 2020  per seguire personalmente la demolizione delle Case d'Arrigo finanziata dal Pon Metro. 

Tra il 2022 e il 2023 i programmi ideati e concretizzati dall'ex vicesindaco e assessore Carlotta Previti (che per i tirocinanti immaginava la costituzione in cooperativa che non è stata poi realizzata) hanno consentito ai 400 di occuparsi alla Messina Servizi Bene Comune di spazzamento e raccolta rifiuti. Il Comune aveva ottenuto finanziamenti Pon 2014-2020 per un importo di oltre 5 milioni di euro proprio per l'attività di accompagnamento plurima per le fasce deboli. 

"Tutti e 400 stipulavano - sottolinea l'avvocato Giacobbe - presso il Centro per l’Impiego di Messina una convenzione lavorativa relativa al predetto tirocinio di inclusione sociale, con proponente il Comune di Messina, soggetto ospitante la Messina Servizi Bene Comune Spa, per la figura professionale, di “operatori ecologici e raccoglitori o separatori di rifiuti” dove venivano impegnati giornalmente, dal lunedì al venerdì per 5 ore lavorative giornaliere e una indennità mensile di euro 600 da corrispondersi al tirocinante che avesse effettuato almeno il 70% delle ore mensili previste, 400 tirocinanti che hanno continuato a lavorare anche quando non hanno ricevuto regolarmente il pagamento delle indennità mensili, quasi a non voler fare loro dimenticare quello stato di disagio e bisogno in cui sarebbero stati destinati a tornare. E così, oggi ben 400 tirocinanti tornano a casa senza che sia stato raggiunto l’obiettivo: garantire, dopo averli formati, il loro inserimento o il reinserimento nel contesto lavorativo locale e senza che sia stata loro fornita una concreta possibilità di prosecuzione lavorativa e uscita dal disagio sociale".

La domanda principale è dunque "Che ne sarà di noi?". Da indiscrezioni si apprende che il direttore generale del Comune Salvo Puccio sarà a Roma nei prossimi giorni per essere ricevuto dagli uffici governativi e trovare delle alternative allo stop dei tirocinanti: ottenere una proroga al progetto o fondi per il piano Fertility tra le ipotesi. Intanto gli ex tirocinanti sono a casa e come due anni fa senza prospettive. 

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