“Ecco come Torre Faro può diventare un gioiello”, il consigliere Cipolla ripropone la lettera del compianto Sanò

Dalle isole pedonali alla pulizia delle spiagge, l'eredità di idee di un faroto doc che potrebbero restituire valore e dignità a uno del luoghi più amati di Messina

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Con la presente, ripropongo una lettera del compianto Giuseppe Sanò, risalente al 2017 e pubblicata a suo tempo dalla Gazzetta del Sud. Una lettera pur sempre attuale, alla quale ho apportato degli aggiornamenti e delle piccole modifiche. Settembre è il mese dei bilanci. Aspetto, anche se ormai manca poco, la scadenza dell’isola pedonale instituita qualche mese fa nel borgo di Torre Faro, per fare il punto della situazione. Come spesso accade quando si chiede ai cittadini di cambiare abitudini consolidate, ci si scontra con i favorevoli e i contrari, come è giusto che sia. Penso che l’isola pedonale abbia generato sia luci che ombre e quindi ci vuole una seria programmazione per il prossimo anno, anche in relazione al PGTU, per generare più luci possibili e nessuna ombra. Sicuramente sono state apportate evidenti migliorie per quanto riguarda la viabilità e le auto in transito. Vedere alcune vie del paese senza auto è segno di civiltà e di buon senso, anche se si deve migliorare. Si devono includere le vie adiacenti il Pilone, che deve essere oggetto di manutenzione, come la via Biasini, totalmente abbandonata a se stessa.

Ha funzionato il parcheggio “Tore Morandi”, ma per renderlo ancor più efficiente si dovrebbe pensare alla realizzazione del suo collegamento con la via Senatore Arena, in modo da far defluire il flusso veicolare direttamente sulla strada che non passa dentro il paese. Per risolvere in modo definitivo il fenomeno del parcheggio illegale dei motocicli sull’area denominata “Lanternino” andrebbero ricollocati gli antichi cannoni d’epoca garibaldina, previa riqualificazione dell’area, dotandola di tutto ciò che verrà considerato utile e funzionale, nel rispetto dei luoghi, che ricordo essere in piena riserva naturale. Si dovrebbe procedere pure alla sistemazione della pavimentazione stradale ormai tutta dissestata e non degna di un luogo così affascinante. Nota positiva, la collocazione delle docce sulla spiaggia accolte favorevolmente dai numerosi bagnanti. Per rendere Torre Faro una località turistica tale da suscitare l’invidia del mondo intero, bisognerebbe però programmare una seria pulizia delle spiagge, collocare cestini porta rifiuti, ancora oggi quasi un miraggio, organizzare un servizio di spazzamento più efficiente e soprattutto organizzare eventi che ricalchino la storia del paese e non solo. Sarebbe opportuna, ancora, la riqualificazione della piazzetta dell’Angelo, oggi in stato di totale abbandono.

Ecco che Il borgo di Torre Faro, luogo magico, si trasformerebbe in un gioiello, attirando quel turismo di qualità che lo renderebbero unico al mondo. Sicuramente c’è molto da aggiungere a queste mie riflessioni, ma penso che questa sia la strada giusta da intraprendere. Con la speranza che questa amministrazione prenda in considerazione queste mie proposte.

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