Cronaca Giostra / Via San Michele

Torrente San Michele, Fulco e La Fauci al Comune: "Presidio necessario, ma lucchetti eccessivi"

Botta e risposta tra i due consiglieri e l'assessore Massimiliano Minutoli. Nei giorni scorsi ignoti hanno danneggiato le barriere poste a protezione delle abitazioni. La denuncia sulla mancata pulizia e il progetto rimasto a metà

Il danno ai varchi che delimitano il torrente San Michele in caso di maltempo, la denuncia del Comune e adesso il botta e risposta tra i consiglieri Lorena Fulco e Giandomenico La Fauci che denunciano i disagi per i residenti e la mancata messa in sicurezza del torrente.

Il comunicato di Fulco e La Fauci

Accogliamo con sorpresa la risposta – non nel merito – che l’assessore Minutoli ha voluto dare alle nostre segnalazioni sul caso dei varchi chiusi, con tanto di lucchetti, a San Michele. Nella precedente nota stampa, infatti, non veniva contestato il protocollo di sicurezza che scatta – in automatico – in caso di allerta arancione. Quello che veniva chiesto, dopo aver sentito le proteste dei residenti, era la presenza fissa – chiaramente in sicurezza – di una pattuglia della protezione civile atta a regolare il traffico nei varchi.

 Siamo tutti consapevoli, come lo sono i residenti del villaggio San Michele, che in caso di ingrossamento del torrente il transito non è concesso, anche perché sarebbe impossibile effettuarlo senza rischiare della propria incolumità. Un transito non possibile, anche, per l'assenza delle passerelle che erano state promesse dopo il sopralluogo di due anni fa, e tornate nei “faremo” dell’amministrazione qualche settimana fa. I cittadini non sono stupidi o imprudenti, nessuno – visto che conoscono bene la potenza distruttiva del torrente in piena – si sognerebbe di avventurarsi in caso di ingrossamento.
 
L’assessore Minutoli è pronto a minacciare la denuncia verso chi ha divelto i lucchetti posti per bloccare le sbarre di chiusura dei varchi. Situazione – che chiaramente condanniamo – accaduta lo scorso sabato: in quel caso, ricordiamo all’assessore, la pattuglia della protezione civile aveva chiuso i varchi coi lucchetti e lasciato la zona. Probabile che qualcuno, per recarsi a lavoro o tornare a casa, abbia ecceduto nei comportamenti. Sbagliato, sicuramente, rompere i lucchetti ma totalmente inadeguata la misura scelta di piazzare lucchetti a blocco delle sbarre. Cosa che, comunque, non giustifica la rottura. La sicurezza viene prima, ma il buonsenso non può mancare. Come non può mancare il rispetto per i cittadini che – lo diciamo fortemente – non sopportano più la retorica del “padre di famiglia” o imposizioni incomprensibili, cosa che vale anche in altri ambiti.
 
L'allerta arancione viene comunicata in anticipo, ma non è così semplice porre per i residenti i propri mezzi dall'altra parte del torrente, cosa che Minutoli suggerisce. In più, l’allerta arancione è stata diramata in tarda serata, ma i varchi sono stati chiusi alle 11.30. Al mattino presto, però, tanti erano usciti per recarsi a lavoro trovando i varchi aperti e, probabilmente, ritenendo che sarebbe restati tali; al loro ritorno erano chiusi trovandosi costretti ad attraversare il torrente a piedi. Gli stessi, poi, sono stati riaperti – con estremo comodo – la domenica mattina dopo le 11. Se vogliamo attenerci alle norme di sicurezza, allora, i varchi andavano – e andranno – chiusi o aperti già dalle prime ore del giorno. Così da dare un segnale evidente e chiaro ai residenti. C'è da segnalare, però, la presenza di minori con disabilità che necessitano di terapie quotidiane e non possono non avere il mezzo sotto casa. Anche per questi motivi, infatti, il varco non va bloccato con lucchetto. L'allerta arancione è un segnale importante, ma non sempre accompagnata da un reale maltempo. Per questo motivo, allora, dobbiamo ribadire la necessità di una presenza fissa in prossimità dei varchi. La presenza dei lucchetti, infatti, non differisce di molto da un blocco in muratura.
 
Rispondendo, ancora, punto per punto all’assessore: il riferimento ai ricorsi del Comitato Rinascita di San Michele (di cui il consigliere La Fauci non fa parte) è sgradevole. Un ricorso al Tar verso ordinanze dell'allora sindaco Accorinti respinto, con l'obbligo della presenza dei varchi. Ma, e dobbiamo ancora chiarirlo all’assessore Minutoli, non abbiamo messo in discussione la presenza dei varchi ma la regolamentazione degli stessi. Ribadiamo (anche a costo di diventare disco rotto e ripetitivi), allora, che non è tollerabile la presenza dei lucchetti.
 
La pulitura del torrente, fin qui, è stata effettuata solo lo scorso anno, cosa che non corrisponde all'esigenza utile per evitare che in caso di pioggia abbondante possano accadere disastri. La pulizia straordinaria diventa tale quando quella ordinaria non arriva puntuale. Perché non è stata effettuata la pulizia? Non amiamo gli attacchi e le guerre, ma non ci faremo ricoprire dalle solite giustificazioni di questa amministrazione.
 
Dobbiamo prendere in considerazione le lamentele dei cittadini residenti che – anche sul tema semafori, tanto pubblicizzati da Minutoli – hanno posto i propri dubbi. Come precedentemente comunicato, infatti, i sistemi semaforici hanno alternanza con tempi ridotti che non consentono il passaggio in caso di contemporanea entrata/uscita dai condomini. Fare – come già detto a questa amministrazione – deve fare rima con fare bene.
 
Attendiamo, adesso, i famosi lavori di consolidamento dei muri e quelli sull’alveo del torrente. Una responsabilità non dell'amministrazione, ma nell’attesa non possiamo convivere con interventi che lasciano parecchi dubbi proprio a chi li deve subire. A Minutoli ricordiamo, allora, che conosciamo bene la burocrazia e che senza un formale impegno dell'amministrazione i tempi si allungheranno. Esiste la somma stimata superiore i 7 milioni di euro per i lavori nel torrente San Michele, ma non esiste nessuna tempistica sulla realizzazione. Tra attesa e successivi passaggi burocratici, allora, quanto dovranno attendere i residenti di San Michele? Forse, qualche anno? Intollerabile.

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