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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Il tour dei quartieri del sindaco in chiaroscuro, la tappa al Gonzaga: “Entro Natale parco inclusivo”

Si stringono i tempi per il progetto con la Messina Social city e quello per il recupero del Castello. Ma sugli impegni presi in diretta fb crescono anche le polemiche. A San Michele, per esempio...

Il sindaco di Messina a spasso nella Pineta chiusa da almeno vent’anni di Forte Gonzaga. Una vista mozzafiato quella che ha mostrato in diretta facebook per una delle tappe del tour dei quartieri che da ieri lo vede presente in varie zone della città, da Giostra all’Annunziata, da Torrente Trapani alla Galleria Vittorio Emanuele per finire oggi pomeriggio - insieme agli assessori e ai rappresentanti delle partecipate  sul viale San Martino.

“Siamo riusciti a trovare la soluzione per sistemarla subito”, ha garantito il sindaco a proposito della Pineta, annunciando un progetto della Messina Social City per la realizzazione di una struttura chiusa che sarà messa a disposizione dei bambini, in particolare quelli con disabilità. Un parco inclusivo nell’area ormai abbandonata da decenni che potrebbe essere pronto in parte entro Natale.

“Per entrare qua ho dovuto fare le inumane cose”.

Anche per il recupero del Gonzaga è pronto un finanziamento di quattro milioni e mezzo di euro per restauro e rifunzionalizzazione. La gara per farne un centro espositivo e polivalente, con mostre, eventi culturali, artistici ed artigianali, nelle intenzioni del sindaco potrebbe partire a gennaio

“Quando siamo arrivati noi c’erano solo 300 mila euro per fare i sondaggi – ha detto De Luca - Ora con quattro milioni e mezzo si creeranno gli ambienti giusti per usufruirne. La vista da qui è uno spettacolo straordinario, unico e raro”.

Ma sul tour dei quartieri non si sono fatte attendere anche le polemiche. Dopo quelle del consigliere della II Circoscrizione Aessandro Cacciotto, che ha avvertito sul fatto che “tour e telecamere non bastano per risolvere i problemi”, anche il consigliere comunale Giandomenico La Fauci passa all’attacco. Sotto la lente, l’appuntamento di ieri a San Michele. “Un evidente fallimento dal punto di vista comunicativo e della risposta da parte della cittadinanza”, lo ha definito La Fauci. “Non avrebbe potuto essere diversamente, visto che gli abitanti del villaggio di San Michele si sentono abbandonati dall’amministrazione. Per anni ho personalmente segnalato i grandissimi problemi che rendono il torrente San Michele una vera e propria bomba a orologeria. Ogni pioggia – prosegue La Fauci – diventa motivo di terrore per quello che potrebbe capitare. Storie note di alluvioni, sempre sottovalutare come se si aspettasse la tragedia per intervenire.  Per anni ho presentato interrogazioni per interventi urgenti nel torrente. Nulla è mai stato fatto in maniera continua. Tombini intasati, caditoie ostruite, detriti ed erbacce non eliminati dal greto del torrente. Gli interventi di questi anni – spiega La Fauci – sono sempre stati sporadici e mai risolutivi. Il progetto per la sistemazione del torrente, continuano a ripeterci, è fermo, con un rimpallo di responsabilità inaccettabile. Come lo sono i ritardi e le mancanze della normale manutenzione.  La passerella del sindaco è stata infruttuosa, se non per la multa emessa – del tutto lecita – sbandierata su Facebook come un trofeo. Nessuno discute la sanzione, se qualcuno ha sbagliato paghi, ma questa comunicazione social aggressiva continua a non essere gradevole”.

Alle riflessioni di La Fauci, si aggiungono quelle della consigliera della V Circoscrizione Lorena Fulco: “Se gli abitanti di un villaggio, popolato da 5000 persone, si rifiutano di incontrare il sindaco siamo di fronte a una sconfitta palese e netta. L’ultima visita di De Luca è vecchia dell’ottobre 2019, due giorni dopo una devastante alluvione che solo per mera fortuna non fece vittime, ma solo ingenti danni.  La sfacciataggine con cui De Luca comunica – spiega ancora Fulco – è incommensurabile. Sul suo profilo, infatti, sono state pubblicate foto del torrente ridotto, ormai, a una foresta proprio in concomitanza con l’allerta rossa da lui stesso diramata. Un controsenso assurdo.  La scerbatura sulla strada è stata effettuata solo due sere prima l’arrivo del sindaco, esattamente alle 22:45 e nonostante fossero presenti autovetture parcheggiate. Una visita, poi, totalmente infruttuosa e priva di risposte. Il sindaco, dato che la chiesa era chiusa, ha limitato la sua visita all’esterno dei locali parrocchiali – chiarisce Fulco -, in questo modo non ha potuto accertare in prima persona la condizione di fiorire e panchine, completamente distrutte, per cui avevamo fatto richiesta di sostituzione. Quanto ancora dovremmo aspettare perché le nostre vite siano messe in sicurezza? Questa è una delle tante domande che vorrei porgere al sindaco, ma sono consapevole che continuerebbe a non rispondere”.

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