Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

VIDEO | Ndrangheta, amministrazione giudiziaria per Caronte&Tourist: sotto la lente i “favori” a Buda e Passalacqua

Disposto anche il sequestro di beni per quasi un milione di euro nei confronti di un dipendente della società di navigazione. Nel mirino i servizi di bar-ristorazione, pulizia, disinfestazione nonché le prenotazione per gli autotrasportatori che si imbarcano sui traghetti

 

È di circa 500 milioni di euro il valore stimato della societa' di navigazione Caronte&Tourist spa, sposta oggi in amministrazione giudiziaria su disposizione della Dda di Reggio Calabria, nel corso dell'operazione 'Scilla e Cariddi'. La societa' vanta anche altre partecipazioni in altri servizi di navigazione, non solo sullo Stretto di Messina ma in ulteriori tratte tra la Sicilia e altre destinazioni. Gli accertamenti investigativi hanno evidenziato come Massimo Buda rappresenti la longa manus di suo padre, Santo, di recente condannato in appello alla pena di 14 anni e 8 mesi di reclusione, nel procedimento penale "Sansone", perche' ritenuto il reggente della cosca Buda-Imerti di Villa San Giovanni.

Caronte &Tourist avrebbe agevolato la mafia, società posta in amministrazione giudiziaria

Buda insieme a Domenico Passalacqua (pregiudicato e destinatario di misura di prevenzione personale e patrimoniale), entrambi dipendenti della societa' marittima, risultano i portatori degli interessi della cosca di ndrangheta, tra questi alcuni servizi svolti all'interno delle navi: bar, ristorazione, pulizia, prenotazioni per gli imbarchi. A Buda, infine, e' stata garantita una rapida e brillante progressione di carriera, con la capacita' di promuovere e gestire le nuove assunzioni e con la delega conferitagli per la risoluzione delle controversie tra dipendenti o con i fornitori. Il Tribunale di Reggio Calabria, sezione Misure di prevenzione, ha disposto nei confronti di Massimo Buda il sequestro di 2 ditte individuali comprensive dell'intero patrimonio aziendale con sede a Villa San Giovanni, 5 appezzamenti di terreno di cui uno edificabile di 700 mq complessivi, 2 appartamenti ed un garage a Villa San Giovanni, 1 appartamento con box e piccolo vano cantinato nel Comune di Lissone (Milano), disponibilita' finanziarie. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro nei suoi confronti e' stimato in circa 800mila euro.

Potrebbe Interessarti

Torna su
MessinaToday è in caricamento