Cronaca

Bando rada San Francesco, Caronte&Tourist ricorre al Tar: "Doppia gestione mette a rischio sistema di traghettamento"

La società di navigazione contesta la scelta dell'Authority di lottizzare l'approdo di viale della Libertà. Sarà il giudice a pronunciarsi

Come già annunciato, il bando sula gestione della rada San Francesco è finito in tribunale. Caronte&Tourist si è infatti rivolta al Tar dopo la decisione dell'Autorità portuale dello Stretto di affidare l'approdo per i traghetti da e verso la Calabria a due differenti armatori. Una nuova divisione dei cinque scivoli presenti che preannuncia una vera e proprio rivoluzione dell'intero sistema. Cambiamenti che preoccupano la società dei Franza, che ha comunque presentanto un'offerta concorrendo con Comet Srl e Diano Spa.

Caronte&Tourist, rappresentanta dall'avvocato Fabio Cintioli, contesta di fatto la legittimità della scelta di lottizzare la Rada, dopo che lo scalo è sempre stato gestito da un'unica società, la Caronte appunto. Alla base del ricorso ci sono osservazioni amministrative messe nero su bianco nel documento su cui dovrà adesso pronunciarsi il giudice.

E secondo la società di navigazione con sede in viale della Libertà, la doppia gestione degli scivoli creerebbe problemi anche dal punto di vista logistico, "mettendo a rischio il funzionamento di un sistema attivo da 40 anni".

Intanto, lo scorso 28 settembre si è insediata la commissione di valutazione delle singole proposte prima di procedere alla definitiva assegnazione dell'approdo per i prossimi tre anni. L'obiettivo, così come da progetto della stessa Authority presieduta da Mario Mega, è quello di affidare lo scalo portuale nei prossimi tre anni a due diversi operatori per una nuova divisione degli approdi. Sono cinque gli scivoli da assegnare, tre sul bando T1 e i restanti sul bando T2.

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