Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Sant'Alessio Siculo

Sicilia e Calabria critiche sul 'Pnrr-beffa', Cancelleri ribatte: "Al Sud fondi nuovi, ma vanno spesi bene"

Politici e tecnici a confronto sul sistema trasporti e infrastrutture del Meridione nel dibattito voluto dall'eurodeputato Stancanelli. L'allarme degli esperti sul rischio isolamento dopo i "progetti riciclati" nel Recovery Plan. Burocrazia primo nemico da battere mentre il Ponte mette ormai tutti d'accordo

Sul fatto che Sicilia e Calabria abbiano urgente bisogno di infrastrutture sono tutti d'accordo, ma su cosa e come costruire le opinioni restano talvolta distanti. Eppure, l'europarlamentare Raffaele Stancanelli ha più volte ribadito la necessità di mettere da parte le diverse ideologie e remare verso un'unica direzione. Lo ha fatto durante il convegno di questa mattina a Sant'Alessio Siculo, da lui stesso organizzato e dedicato al sistema trasporti siciliano e calabrese e alle opportunità del Pnrr. Un tavolo a cui sono intervenuti politici e tecnici e dove non sono mancate le critiche al governo per la ripartizione dei fondi del Recovery Plan di cui il Sud avrebbe dovuto avere la fetta più importante.

Questo l'assunto da cui si è partiti. "I 219 miliardi che l'Europa ha riconosciuto all'Italia - ha detto Stancanelli - sono stati stanziati proprio in virtù dell'arretratezza del Mezzogiorno in termini di Pil e disoccupazione. Ma parte delle opere inserite nel Pnrr per Sicilia e Calabria erano già state finanziate e altre ancora sono addirittura in fase di realizzazione come il raddoppio ferroviario Catania-Palermo. Rischiamo così di perdere dieci miliardi e oltre il danno sarebbe una vera beffa. Ho chiesto lumi sul tema sia al vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis sia al commissario all'Economia Paolo Gentiloni, ma non ho avuto ancora risposta".

"Con l'attuale Pnrr Sicilia e Calabria saranno ancora più isolate"

A rincarare la dose è Matteo Ignaccolo, professore ordinario di trasporti dell'università di Catania. "Se quanto previsto dal Pnrr verrà attuato, Sicilia e Calabria, così come l'intero Meridione, andranno incontro al definitivo isolamento, soprattutto riguardo il traffico delle merci. Siamo giunti a questa conclusione dopo un'attenta analisi e i numeri ci danno ragione visto che a titolo d'esempio ogni anno 20mila persone under35 vanno via dalla Sicilia. La strategia attuale del governo potenzia i porti di Genova e Trieste mentre centri nevralgici come Gioia Tauro e Augusta, ai vertici come importanza logistica, rischiano di essere messi all'angolo quando la loro produttività andrebbe rilanciata. C'è la necessità del ponte sullo Stretto insieme a tutte le altre infrastrutture a partire da quelle ferroviarie. Con l'attuale progetto previsto sulla linea Palermo-Catania il treno rischia di non essere competitivo neanche con l'attraversamento stabile, visto che dovremo accontentarci di una linea che permette a malapena i 200 chilometri orari solo in alcune tratte. In Europa non esiste un collegamento così lento tra due città così importanti".

A fare da eco alle parole dell'esperto è l'assessore regionale Infrastrutture e Trasporti Marco Falcone. "Non siamo per nulla soddisfatti, questo Piano non finanzia ma sostituisce risorse. E' stato escluso il Ponte poiché non potrà essere realizzato entro il 2026, ma ad esempio i lavori di raddoppio della Messina-Catania dureranno almeno sette anni. Oggi la Sicilia è la stazione appaltante più importante in tutto il Paese, il governo deve restituirci il maltolto visto che dal 2008 nella nostra regione non è stata realizzata neanche un'opera pubblica".

Dall'altra sponda arriva la richiesta di mantenere in primo piano la sinergia, utile secondo Domenica Catalfamo, assessore alle Infrastrutture della Regione Calabria, a portare avanti il discorso sulla nuova linea alta velocità Salerno-Reggio Calabria, di cui al momento è finanziato solo il lotto che arriva a Battipaglia.

Cancelleri ribalta la tesi: "Pnrr porta al Sud soldi nuovi, ma è necessario saperli spendere"

Ma come in ogni confronto politico degno di questo nome, le idee di chi siede nella stanza dei bottoni sono opposte. E così il sottosegretario a Infrastrutture e Mobilità sostenibile, Giancarlo Cancelleri difende le scelte del governo mentre con abilità brilla ogni riferimento alle sue future scelte politiche, visto il caos dentro il Movimento 5 Stelle. "Il Pnrr porta soldi nuovi e solo in Sicilia sono disponibili 20 miliardi di euro. E' vero, la nuova linea alta capacità Messina-Catania-Palermo è già finanziata, ma il recovery fund ha portato ulteriori 1,4 milioni ovvero la parte che ancora mancava. Stiamo intervenendo sul bypass di Augusta per evitare tragedie simili come quella del 2009 a Viareggio, verrà rilanciato l'aeroporto di Trapani e portati al termini altri interventi strutturali. Non possiamo bocciare il Pnrr solo perché manca il ponte sullo Stretto e basta dire che il governo non si sta occupando del Sud. Il problema invece è legato alle capacità di spesa di questi soldi e da questo punto di vista ho trovato una situazione allucinante".

E a proposito di Ponte, Cancelleri conferma la sua nuova veste di fautore di un'opera su cui fino a poco tempo fa si era sempre detto contrario. A consolidare la nuova vision non può che esserci anche il segnale lanciato ieri dalla Camera, compatta nel votare l'Odg di Fratelli d'Italia che impegna il governo a reperire fondi per l'attraversamento stabile dello Stretto. Ma il sottosegretario ai Trasporti prevede comunque tempi lunghi. "Il progetto definitivo di cui tanto si discute - ha spiegato Cancelleri - va necessariamente adeguato alle nuove linee guida su viadotti e gallerie rese urgenti dalla tragedia del Morandi. Serve quindi tempo ed è per questo che non c'è motivo per non prendere in considerazione altri progetti. Io sarei pronto ad iniziare domani per avere un'opera che sarebbe un simbolo a livello mondiale. Solo con il Ponte si potrebbe parlare di vera alta velocità ferroviaria, ma senza l'attraversamento stabile lo Stato non farà mai questo investimento, inutile in termini di costi e benefici".

Più cauto il presidente dell'Ars Gianfranco Micciché che quasi provocatoriamente ha suggerito di congelare il discorso Ponte e recuperare le opere ferme da decenni. "Noi ogni anno perdiamo 8 miliardi di investimenti dedicati al Sud per il discorso legato al Ponte. Nel 1994 ero sottosegretario e si parlava del raddoppio ferroviario Cefalù-Ogliastrillo, nel 2021 ancora non è stato finito. Ecco perché dico che è opportuno completare le opere mai realizzate e sfruttare i fondi che ogni anno ci assegnano, altrimenti non andremo mai avanti".

"Maledetta burocrazia"

A far tornare tutti con i piedi per terra ci ha pensato il sindaco della città metropolitana di Messina Cateno De Luca che ancora una volta tuona contro la burocrazia. "Consegno nelle mani dell'assessore Falcone e del sottosegretario Cancelleri due dossier relativi agli svincoli autostradali di Alì Terme e Santa Teresa di Riva. Per la prima opera si è iniziato a parlare nel 1994, la seconda non decolla dal 2012. Ci troviamo contro un sistema che blocca tutto, qui le risorse non diventano fondi da spendere. Com'è possibile non avere risposte dal Ministero quando si dovrebbe attuare il decreto per la semplificazione? Ancora parliamo di mancanza di fondi per la conferenza dei servizi o di problemi tecnici legati alla Valutazione d'Impatto Ambientale. Se subiamo il definanziamento di opere, adesso riproposte nell'ambito del Pnrr, è proprio perché non siamo capaci di spendere le risorse. Bisogna avere amministratori ai vertici di Comuni e Regione, altrimenti resteremo schiavi di questo sistema".

I partecipanti

A confrontarsi gli esperti del settore e rappresentanti dei Governi nazionale e regionali di Sicilia e Calabria, oltre all’onorevole Stancanelli e al collega deputato europeo Vincenzo Sofo. Presenti il sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione Siciliana Marco Falcone, Domenica Catalfamo assessore alle Infrastrutture della Regione Calabria, Giusi Savarino presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Ars, Cateno De Luca sindaco della Città Metropolitana di Messina. Parteciperanno, inoltre, Matteo Ignaccolo ordinario di Trasporti all’Università di Catania, Gaetano Bosurgi ordinario di Strade, Ferrovie e Aeroporti all’Università di Catania, Antonello Biriaco vicepresidente di Confindustria Sicilia, Gianluca Manenti presidente di Confcommercio Sicilia e Raffaele Celia responsabile nuove Opere area Centro e Isole dell’Anas. Intervenuto anche il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gianfranco Micciché. A moderare l’incontro il giornalista Luca Ciliberti.

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