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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

Trasporto marittimo veloce, Notarianni: "La Corte di giustizia europea impone una svolta, ora stop ai monopoli"

L'avvocata esperta di mobilità sullo Stretto spiega la sentenza che impone la gara pubblica per il servizio di collegamento con gli aliscafi. "Un nuovo studio di fattibilità della metropolitana del mare potrebbe dare concrete chances al cambiamento". Ecco perché

“Finalmente dopo tanti anni di denunzie, appelli e sacrifici personali da parte di cittadini e, soprattutto, dei lavoratori pendolari dello Stretto una parola chiara sulla necessità di garantire il servizio di trasporto marittimo in un mercato di reale e libera concorrenza”. 

Il commento è di Aurora Notarianni (nella foto), l’avvocata che “difende” il mare, profonda conoscitrice in materia di diritto del lavoro, in particolare quello marittimo e dell’ambiente. La parola chiara invece è quella della Corte di Giustizia Europea, che con una sentenza del 13 ottobre ha messo nero su bianco che il servizio di trasporto marittimo veloce sullo Stretto va messo a gara.

“Occorre una procedura pubblica con standard europei e un contratto di servizio ma anche degli obblighi di servizio per le società di trasporto marittimo. Solo così si potrà garantire un servizio adeguato, h24 e un prezzo del biglietto congruo e che tenga conto dei diritti dei residenti con le necessarie agevolazioni”, spiega l’avvocata Notarianni che di recente ha promosso come Legalilavoro, il convegno nazionale sulle risorse del Pnrr per il mare, lavoro marittimo e portuale, innovazione legati anche alla contrattazione e ai cambiamenti climatici. 

La sentenza della Corte di giustizia Europea dà ragione alla Liberty Lines Spa nella causa proposta contro il ministero delle Infrastrutture e trasporti in merito all’affidamento senza gara a Blu jet del servizio di trasporto marittimo veloce da Messina a Villa San Giovanni e da Messina a Reggio e viceversa. Qual è il passaggio chiave?

Aurora Notarianni-2“Che uno Stato membro, se conclude contratti di servizio pubblico o impone obblighi di servizio pubblico, lo fa su base non discriminatoria per tutti gli armatori comunitari. Una sentenza che mette paletti chiari ad una querelle esplosa quattro anni fa, quando il ministero - dopo una gestione del servizio aggiudicato alla Ustica Lines (diventata nel frattempo Liberty Lines) per tre anni – decide di affidare il servizio alla società delle Ferrovie italiane Bluferries (oggi Blu Jet). La sentenza del Tar del Lazio che aveva dato ragione al Mit non ha fermato le aspirazioni di Liberty Lines e il Consiglio di Stato ha posto la questione alla Corte europea che oggi mette in chiaro la situazione”.

Vale a dire?

“Che uno Stato membro dell’Unione Europea se conclude contratti di servizio pubblico o impone obblighi di servizio pubblico, lo deve fare senza discriminare gli armatori comunitari. Il regolamento Cee – si legge nella sentenza -  sull’applicazione del principio della libera prestazione dei servizi ai trasporti marittimi all’interno degli Stati membri (cabotaggio marittimo), deve essere interpretato nel senso che: essi ostano ad una normativa nazionale che abbia lo scopo di equiparare dei servizi di trasporto marittimo a dei servizi di trasporto ferroviario, qualora tale equiparazione abbia l’effetto di sottrarre il servizio in questione all’applicazione della normativa in materia di appalti pubblici ad esso applicabile”. 

Non è una buona notizia per il Ministero dei Trasporti che proprio ad inizio ottobre ha concesso l’ennesima proroga a Blue Jet per il servizio di collegamento veloce tra Sicilia e Calabria dal momento che l’ennesima gara è andata deserta e i problemi sulla continuità territoriale sullo Stretto tornano prepotentemente alla ribalta riaccendendo i riflettori su un servizio inadeguato alle esigenze dei cittadini.

“Probabilmente no, ma è un punto di partenza : il servizio di trasporto marittimo nello Stretto non deve rispondere a finalità “predatorie” ma garantire la mobilità delle persone e non solo il giusto profitto per le imprese”.

E sulla continuità territoriale?

“Non può dipendere solo dal servizio ferroviario ma anche dal diritto di muoversi via mare in tempi e con costi ragionevoli che tengano conto anche dei diritti dei residenti.  La responsabilità sociale di tutte le imprese ed in particolare di quelle che opereranno nello stretto di Messina consiste anche nel riconoscimento di questi diritti e nella correlativa assunzione di questi obblighi”.

E' di qualche giorno fa l’intervento dell’ex sindaco De Luca che denunciava il mancato collegamento del treno in arrivo alle sei a villa San Giovanni con un aliscafo in partenza alle 5:55 che costringe i viaggiatori ad attendere un’ora e un quarto nella solitaria stazione di villa San Giovanni a meno di non voler percorrere la strada che porta agli imbarchi della Caronte Tourist per poter prendere il traghetto e anticipare l’arrivo di una mezz’ora.

“Ha toccato un tasto che da decenni penalizza viaggiatori e pendolari. Ma a voler trovare, le soluzioni ci sono. È solo di qualche giorno fa anche la notizia del nuovo studio di fattibilità della metropolitana del mare che potrebbe avere concrete chances di attuazione nei prossimi mesi. Insomma per ricordare una battuta di Woody Allen per i viaggiatori c’è una luce in fondo al tunnel speriamo che non sia un treno. E nemmeno un ponte”.

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