Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Prima rubano in uno studio legale poi tentato di scassinare in un rifornimento, tre arresti

Ai domiciliari Michele Saglimbeni, Umberto Beninato e il diciannovenne Gianmario Oliva, tutti messinesi e pregiudicati

Avevano già messo a segno un furto in uno studio legale e tentato di scassinare la cassa di un lavaggio automatico in una stazione di servizio.

Si tratta di Michele Saglimbeni, Umberto Beninato e Gianmario Oliva, tutti messinesi pregiudicati, rispettivamente di anni 42, 56 e 19.

Nella notte di ieri, a seguito di segnalazione alla sala operativa, i poliziotti delle Volanti sono intervenuti presso la stazione di servizio di via Bonino, dove un individuo travisato stava colpendo ripetutamente con un martello la cassa automatica del lavaggio. Vistosi scoperto, si è dato alla fuga a bordo di un’autovettura guidata da dei complici.

Sul posto, gli agenti, attraverso la visione delle immagini del sistema di video sorveglianza, hanno ricostruito la dinamica dell’episodio ed individuato il veicolo dei malviventi.

Avviate immediatamente le ricerche, l’automobile è stata rintracciata parcheggiata in via Garibaldi con all’interno tre soggetti. A seguito della perquisizione effettuata, estesa anche all’autovettura a loro in uso, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato un sacchetto con delle monete, un monitor, un pc ed una play station, che dagli accertamenti esperiti successivamente sono risultati essere il provento di un furto consumato poche ore prima, in danno di uno studio legale del centro città. Inoltre, sono stati rinvenuti e sequestrati un martello, due coltelli, una tronchese ed un cappellino con due fori praticati manualmente.

Per i tre è, pertanto, scattato l’arresto per il reato di furto aggravato e tentato furto aggravato in concorso, nonché la denuncia in stato di libertà per i reati di porto ingiustificato di arnesi atti allo scasso e possesso ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere. Giudicati nella giornata di ieri con rito direttissimo sono stati, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposti agli arresti domiciliari.

La refurtiva recuperata è stata riconsegnata al legittimo proprietario.

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