Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Sicurezza sui treni durante il traghettamento: arriva la diffida a Ferrovie e Ministero

L'atto di Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno rivolto anche a Prefettura, Capitaneria di porto e Autorità portuale. Il punto sui piani di evacuazione durante la traversata in caso di incendio o spostamenti improvvisi

Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno accende i riflettori sul traghettamento ferroviario, a pochi giorni dal potenziamento annunciato dal governo in attesa che si scelga se realizzare o meno il ponte sullo Stretto. In particolare, l'associazione si chiede se durante la traversata i passeggeri a bordo dei treni sono al sicuro.  Un quesito travestito da diffida che la Rete, con l'assistenza dello studio legale Rizzo e Vadalà, ha presentato nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana, Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Prefettura, Autorità portuale e Capitaneria di porto. I primi firmatari dell'atto, inviato anche a Consiglio dei ministri e Presidente della Repubblica,  sono l'ingegnere Giovanni Mollica, l'avvocato Fernando Rizzo e i professori Enzo Siviero e Massimo Busetta.

L'associazione che da anni chiede la riduzione del gap infrastrutturale del Sud, riflette su come organizzare un'evacuazione in caso di problemi durante il viaggio a bordo del traghetto come un eventuale incendio o deragliamento delle vetture. 

"Chiunque abbia effettuato la traversata - si legge nella diffida -  conosce le condizioni in cui i passeggeri sono ospitati all’interno dei vagoni. Riesce difficile credere che, in caso di pericolo, persone di ogni età e condizione, che riposano nelle cuccette e nei WL possano rapidamente balzare giù dai letti, rivestirsi, percorrere i corridoi dei vagoni, aprire le pesanti porte, scendere altissimi scalini, individuare le vie di fuga, incunearsi tra vagoni posti a pochi centimetri l’uno dall’altro, accalcarsi sulle scalette e raggiungere i punti di raccolta per essere condotte in salvo. E’ questo il percorso di sfuggita che – secondo la Convenzione SOLAS (Safety Of Life At Sea) e molti altri Regolamenti – dovrebbe essere privo di ostacoli e il più diretto possibile? Provare per credere. Se il Ministro Giovannini avesse dedicato qualche minuto a verificare l’opportunità di proporre opzioni mortificanti per chi le subisce da tanti decenni, forse la diffida non sarebbe mai partita".

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