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Cronaca

Tribunale nel palazzo ex Cassa di risparmio, c'è chi dice no: parte la petizione

Le associazioni culturali messinesi chiedono una diversa destinazione d’uso, in coerenza con il vincolo che secondo i promotori esclude usi non compatibili con il carattere storico o artistico

Associazioni culturali messinesi contro la destinazione d’uso dell’ex Cassa di risparmio Vittorio Emanuele a tribunale civile.

Una partecipazione numerosa all'incontro che si è svolto nella chiesa di Santa Maria Alemanna,  ha seguito fino gli interventi finalizzati a chiedere una diversa destinazione d’uso dell’ex Cassa di risparmio, in coerenza con il vincolo che nel 2004 fu posto dall’Assessorato regionale ai beni culturali sull’esterno e sugli arredi interni del Palazzo, vincolo che secondo i promotori della petizione esclude usi non compatibili con il carattere storico o artistico: cioè non uffici di un tribunale cui la recente intesa tra Comune e vertici giudiziari vorrebbe destinarli.

Da qui l’appello affinchè il Palazzo sia destinato a polo culturale con lavori conservativi.

I presidenti delle associazioni promotrici dell’incontro e altre associazioni hanno condiviso pertanto la petizione che sarà inviata al ministro della Giustizia Carlo Nordio, al presidente della Regione Renato Schifani, al sindaco Federico Basile, al presidente di Corte d’appello Carlo Caponcello, al procuratore generale Luigi Lombardo.

Nell’incontro, che si è svolto nella ex chiesa di Santa Maria Alemanna moderato dal prof. Giovanni Randazzo, hanno relazionato il giornalista Mario Primo Cavaleri, Cosimo Inferrera (Aem), Luigi Montalbano (Amici del Museo), Giuseppe Previti (Fondazione Antonello da Messina), Rosanna Trovato (Archeoclub area dello Stretto) e l'architetto Sergio Bertolami che ha ricostruito la storia del Palazzo opera dell’arch. Ernesto Basile, un edificio in stile rinascimentale con interni in stile liberty sottoposti a tutela.

Hanno preso parte al dibattito Nicola Passalacqua, responsabile del Gabinetto di lettura, Nino Samiani, già comandante del porto, il giudice Carmelo Marino, Piero Chillè presidente del Centro turistico e l’avvocato Letterio Ferrara.

La petizione

“Un recente articolo del noto giornalista Mario Primo Cavaleri, volto a scongiurare la destinazione d’uso dell’ex Cassa di risparmio V. E. a tribunale civile, ha spinto le associazioni culturali messinesi Europa-Mediterraneo, Amici del Museo-Franz Riccobono, Fondazione Antonello da Messina, Archeoclub Area integrata dello Stretto ed Experiences, a promuovere una conferenza pubblica che si è svolta martedì 10 ottobre nell’ex chiesa di Santa Maria Alemanna, la più importante testimonianza di arte medievale del Mediterraneo, contigua all’edificio ex Cassa di risparmio.

Le associazioni Europa-Mediterraneo, Amici del Museo, Fondazione Antonello da Messina, Archeoclub Area integrata dello Stretto ed Experiences concordano sull’opportunità che l’unico edificio storico nel cuore della città, opera dell’architetto Ernesto Basile esponente del modernismo internazionale e del Liberty, non sia destinato a ospitare uffici giudiziari ma diventi Centro culturale di esposizioni sull’arte e sulla storia di Messina, città che fu sede di Senato e vanta una storia illustre eppure è carente di un Palazzo di rappresentanza adeguato, quale riferimento anche per visitatori e croceristi cui offrire un compendio multimediale delle preziosità presenti sul territorio. La contiguità con l’ex chiesa di Santa Maria Alemanna, sopravvissuta al terremoto, costituisce peraltro un motivo aggiunto.

Per lungo tempo si è trascinata la vicenda su ulteriori locali da adibire a uffici giudiziari, furono ipotizzate varie opzioni e solo alla fine, come una sorta di ripiego, il Comune è pervenuto alla indicazione dell’ex Cassa di risparmio senza tenere in debito conto il vincolo stringente posto dall’Assessorato regionale ai beni culturali il 2 agosto 2004 n.7384 che vieta qualsiasi modifica, sia sull’esterno che sugli arredi interni per usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico. Non sappiamo se le esigenze giudiziarie di tanti anni fa sono ancora attuali, mentre registriamo che nel frattempo la Città sta cambiando: con l’apertura di importanti nuove arterie si dischiudono altre possibilità per sopperire alle eventuali necessità della Giustizia.

Rinunciare a valorizzare il Palazzo rinascimentale e liberty dell’ex Cassa di risparmio come polo culturale sarebbe una perdita irrimediabile.

Da qui la presente petizione affinché il Ministero della giustizia, i suoi Uffici giudiziari del Distretto e l’Amministrazione comunale vogliano rivalutare tale programma; concordare con i vertici della Corte d’appello di Messina una diversa soluzione, per consentire una ristrutturazione del Palazzo rinascimentale-liberty in aderenza al vincolo esistente e sul modello di importanti progetti realizzati in altre realtà. Al Comune si chiede al contempo di accelerare sui lavori di ristrutturazione con la nuova finalità per arricchire quanto prima l’immagine della Città dello Stretto con iniziative di valorizzazione del Palazzo e della contigua chiesa di S. M. Alemanna esistente”.

Promotori

Cosimo Inferrera, presidente di Associazione Europa-Mediterraneo

Luigi Montalbano, presidente di Amici del Museo

Giuseppe Previti presidente di Fondazione Antonello da Messina

Rosanna Trovato presidente di Archeoclub Area integrata dello Stretto

Sergio Bertolami, presidente di Experiences

Giovanni Randazzo, docente di geologia ambientale.

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