Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Capizzi

Truffa sui fondi Pac, confiscati beni per 100 milioni a due imprenditori agricoli

Il primo provvedimento riguarda il titolare di un’azienda agricola e di allevamento animali di Capizzi che, per incassare indebitamente i contributi elargiti dall’Unione Europea, ha stipulato una serie di falsi contratti di affitto relativi a fondi rustici ubicati nel territorio della provincia ennese

Truffa all'Unione europea sui fondi della politica agricola comune. I finanzieri del Comando provinciale di Enna, su delega della procura, hanno eseguito due provvedimenti di confisca definitiva di beni e denaro, per un valore complessivo di circa 100 mila euro, in quanto profitto di una truffa aggravata commessa da due imprenditori agricoli e finalizzata al conseguimento di contributi pubblici destinati al comparto agricolo ed erogati dall’Agea.

Il primo provvedimento di confisca riguarda il titolare di un’azienda agricola e di allevamento animali di Capizzi che, per incassare indebitamente i contributi elargiti dall’Unione Europea, ha stipulato una serie di falsi contratti di affitto relativi a fondi rustici ubicati nel territorio della provincia ennese. L’imprenditore era stato condannato in primo grado dal tribunale di Enna a sei mesi di reclusione per truffa aggravata. Condanna confermata dalla Corte di Appello ma poi annullata dalla Corte di Cassazione per intervenuta prescrizione che tuttavia, pur estinguendo il reato, non ha impedito la confisca definitiva del profitto conseguito dall’agricoltore. All'uomo sono stati confiscati cinque fondi agricoli, estesi per oltre 40 ettari, titoli e somme di denaro depositati in conti bancari per un valore complessivo di circa 75 mila euro.

Il secondo provvedimento di confisca riguardato la titolare di un’azienda agricola di Troina. I militari della Tenenza di Nicosia hanno scoperto una serie di false certificazioni attestanti il possesso di vasti terreni presentate all’Agea per ottenere illecitamente contributi, anche in questo caso, finanziati con fondi Pac dell’Unione Europea. La donna è stata condannata in primo grado a un anno e sei mesi di reclusione, sentenza confermata in Corte di Appello, Il successivo ricorso in Cassazione, dichiarato inammissibile, ha sancito la definitiva condanna dell’imputata e la confisca di un immobile a destinazione produttiva, del valore di circa 25 mila euro.

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