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Regista messinese ucciso a Los Angeles, parla il fratello: “Nessuna festa trasformata in tragedia”

Le autorità americane stanno dando la caccia all'assassino che lo ha accoltellato. “Il ricercato era una persona estranea alla casa, e noto per problemi psichici”

“Da quello che abbiamo appreso finora non si è trattato di un evento avvenuto al culmine di una lite. Il ricercato era una persona estranea alla casa, e noto per problemi psichici”, così esordisce in una nota, Giorgio Serraino, fratello minore del regista messinese morto domenica scorsa a causa di una coltellata nella sua casa di Los Angeles.

“Mio fratello si trovava a casa assieme ad un amico quando ha ricevuto la notizia di un finanziamento grazie al quale avrebbe potuto produrre il suo prossimo lavoro”, spiega ancora il fratello del regista. Che continua: “Doveva essere un giorno lieto, invece l’amico che era in casa con lui si è allontanato per andare al supermercato e acquistare cibo e bevande per festeggiare la notizia, al suo rientro ha trovato Gianfranco senza vita. Non era invece in corso nessuna festa come è stato erroneamente riportato”.

Un solo colpo al petto ma fatale per Serraino: “L’esito tragico che ha coinvolto Gianfranco – spiega ancora il fratello - sembra dunque essere avvenuto in circostanze completamente accidentali. Restiamo in attesa di maggiori informazioni da parte della Farnesina, soprattutto attendiamo di sapere se le autorità americane saranno in grado di rintracciare l’assassino di nostro fratello, attualmente fuggitivo”. Il regista che era partito dalla Sicilia all’età di 18 anni, lascia a Messina un fratello e due sorelle, mentre a San Francisco vive un secondo fratello.

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