Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Indagine regionale sugli affitti agli studenti, a Messina il 10% pagati in nero

Udu, Sunia e Cgil Sicilia hanno presentato un report sulle condizioni abitative degli universitari

L’Unione degli Universitari, insieme al Sunia e alla CgilSicilia, ha presentato stamattina a Palermo i dati regionali dell’indagine “senza casa, senza futuro”, che si basa su 20mila risposte raccolte negli ultimi mesi. Ad incontrare i giornalisti: Gabriella Messina, CGIL Sicilia; Giusi Milazzo, SUNIA Sicilia; Valerio Quagliano, UDU Palermo; Damiano Di Giovanni, UDU Messina; Damiano Licciardello, UDU Catania. Dall’indagine emergono dati preoccupanti, in particolare sugli affitti, dove l’offerta non regge il passo con la domanda, con costi impossibili da sostenere per le famiglie più in difficoltà. Questo spesso può significare per molti studenti di rinunciare a studiare a causa dei costi, della condizione degli alloggi, gravissima in Sicilia e a Messina, e della mancanza di soluzioni. Anche soltanto trovare l’alloggio non risulta facile, tra le città in cui emergono maggiori criticità c’è Messina.

"Nelle tre città universitarie siciliane il 10% degli studenti vive in camera doppia o addirittura tripla - sostiene il report - ma il risparmio è minimo rispetto a una singola. Il contratto più frequente tra gli studenti è quello transitorio per studenti universitari, che dovrebbe avere un canone agevolato per gli inquilini, grazie a questo contratto i proprietari hanno una tassazione agevolata. Molto spesso però i canoni non sono corretti. Nonostante il canone di locazione sia inferiore rispetto al Nord Italia, il caro affitti è arrivato anche in Sicilia, i prezzi sono aumentati del 18% a Palermo e del 14% a Messina, rispetto all’anno precedente. Quasi uno studente su tre vorrebbe cambiare alloggio. Studenti e famiglie si trovano in difficoltà ad affrontare tutte le spese necessarie per l’intero percorso di studi. Quello degli affitti in nero è un dato molto grave: i canoni sono molto più alti e le condizioni degli alloggi peggiori.

A Messina sono in nero il 10% degli affitti per studenti. E purtroppo, trovandosi in una situazione di necessità, meno del 40% degli studenti che si trova in una casa senza contratto è disponibile a denunciare. Inoltre il 13% degli studenti fa fatica a trovare una sistemazione per motivi legati al genere, il 10% per razzismo ingiustificato. L’emergenza abitativa e il caro affitti, sono aggravati dalla grandissima carenza di posti alloggio pubblici, per questo abbiamo elaborato un report per denunciare la carenza della nostra Regione sui posti alloggio disponibili nelle residenze pubbliche. Ad oggi l’ERSU Messina - si legge - offre soltanto 298 posti letto a Messina. Gli studenti fuorisede a Messina sono però 9.357, più di 3000 ogni anno fanno richiesta di posto alloggio, nonostante questo la Casa dello Studente è ancora chiusa da 17 anni. Una vergogna di questa Regione. Inoltre, lo scorso settembre è stato pubblicato il decreto che rende note le strutture che hanno superato la fase per accedere al finanziamento con l’obiettivo di creare nuovi posti alloggio, con fondi PNRR. Abbiamo attivato un’azione di monitoraggio per le strutture individuate a Messina. E’ evidente che le proposte pubbliche siano insufficienti, crediamo sia un rischio serio che i fondi del PNRR possano essere fonte di profitto, in mancanza di criteri certi e paletti definiti, oltre che un’opportunità sprecata per il nostro territorio. A Messina 1.529 nuovi potenziali posti (di cui il 61.22% per soggetti privati). Sono quindi potenzialmente in arrivo più di 3.000 posti letto in Sicilia, di cui 2.620 tra Messina, Catania e Palermo, gli altri tra Enna e Caltanissetta. Ma più di 2.000 saranno gestiti da soggetti privati. Anche su quelli che ad oggi risultano “pubblici” bisogna continuare a fare attenzione, perché potrebbero anch’essi essere dati in gestione a privati. Sono numeri che potrebbero essere molto positivi, se ci fossero garanzie sui privati e sulle modalità di gestione delle future residenze, assai ambigue, come è recentemente emerso col caso dell’Hotel Liberty (residenze “pubbliche” finanziate per essere gratuite ma messe comunque in affitto con canone di affitto). Abbiamo già denunciato come i finanziamenti europei vadano eccessivamente a finanziare alloggi privati, che possono arrivare a fare costare una stanza anche più della media del mercato". 

LE PROPOSTE

Sono diverse le proposte elaborate dall’UDU, insieme al SUNIA e alla CGIL, "Chiediamo uno stanziamento di 100 milioni per un fondo a sostegno di tutti gli studenti fuorisede, e ulteriori 300 milioni per garantire la borsa di studio a tutti gli idonei non beneficiari. E’ arrivato il momento di limitare gli affitti brevi turistici. Serve un serio piano di investimenti in residenze pubbliche, su cui la Missione 4 del PNRR rischia di fallire nei suoi obiettivi. Crediamo che il PNRR debba garantire posti letto accessibili e pubblici per gli studenti più in difficoltà, su questo non faremo passi indietro, continuando a vigilare e a chiedere un impegno anche al governo regionale che è rimasto a guardare davanti a un’emergenza abitativa in corso, avevamo infatti chiesto un tavolo di confronto lo scorso 10 ottobre, senza mai essere stati convocati. “E’ evidente che il caro studio, il caro affitti, la mancanza di residenze pubbliche e di un vero welfare studentesco, rendano lo studio universitario un privilegio per pochi e non un diritto per tutti” – dichiara il coordinatore dell’UDU Messina Damiano Di Giovanni – “Questi dati uniti allo scollamento di una didattica non al passo coi tempi, causano l’abbandono di tante e tanti ragazzi che vengono ogni anno lasciati indietro. Circa 3.000 studenti scelgono la rinuncia agli studi, anche per questo scenderemo in piazza a Palermo per lo sciopero studentesco il 17 novembre” – aggiunge. Interviene anche il Segretario del SUNIA Messina Claudio Vallone: “Siamo accanto alle studentesse e agli studenti che protestano. Il nostro report congiunto presenta dati molto critici; il governo, nazionale e regionale, non può continuare a non accogliere queste richieste. Come SUNIA, abbiamo iniziato a raccogliere le firme per una petizione popolare per il diritto alla casa: tutti hanno diritto all’abitare dignitoso, in città vivibili e a misura di famiglie e studenti” – conclude.

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