Cronaca

“No” alla chiusura degli uffici postali di Mili San Marco e Santo Stefano Briga, la protesta dei residenti

Il M5Stelle scende in campo a sostegno degli abitanti dei villaggi della zona Sud. “Il piano deve essere definito in completa condivisione con le Amministrazioni Comunali coinvolte”

L'attenzione è puntata da tempo sugli uffici postali. Una pianificazione che penalizza il territorio o come più volte sbandierato da Poste italiane solo una riorganizzazione che complessivamente servirà a rendere più efficiente il servizio?

Di certo la chiusura degli uffici postali, cinque a Messina, non è una bona notizia. L'aveva già segnalata il deputato Franco De Domencio annunciando 14 chiusure in tutta la Sicilia. A tirnare sull'emergenza Poste a Messina sono ora il parlamentare all’Ars del M5telle Antonio De Luca, il consigliere comunale Paolo Mangano e il consigliere del primo quartiere Andrea Merlino pronti a battersi per salvare  gli uffici postali di Mili San Marco e Santo Stefano Briga che “rappresentano un punto di riferimento nevralgico per i villaggi della zona sud e per tutti i cittadini del I Quartiere, in una zona della città ad alta densità abitativa che presenta numerose criticità per quanto concerne la viabilità e il trasporto pubblico». 

Chiusura uffici postali, Messina ne perderà cinque

La nota dopo le proteste dei residenti che “chiedono che il piano di razionalizzazione degli uffici venga rimodulato tenendo in considerazione non solo la presenza di uffici limitrofi (in un raggio di 1,1 km) ma anche e soprattutto le esigenze dei cittadini e le peculiarità del territorio”, spiega Paolo Mangano, che in attesa dell’incontro pomeridiano fra il sindaco Cateno De Luca e i rappresentati di Poste Italiane, ha preso parte questa mattina ad un consiglio di quartiere, ascoltando le proteste e le rivendicazioni dei cittadini.

«Poste Italiane - commentano gli esponenti del M5S - ha già specificato in una nota riservata al sottosegretario Alessio Villarosa come il progetto di razionalizzazione degli uffici debba essere definito in completa condivisione con le Amministrazioni Comunali coinvolte. Già lo scorso 30 settembre il responsabile di Relazioni Istituzionali della Macro Area Territoriale della Sicilia aveva inviato una richiesta di incontro al sindaco di Messina, senza ottenere tuttavia alcun risposta, così come sono rimaste senza riscontro le varie richieste inviate a mezzo raccomandata e via pec. Il piano non ha carattere di immutabilità e prima di divenire attuativo può subire delle variazioni: un esempio tangibile è quanto accaduto a Catania e Siracusa, dove gli uffici candidabili al provvedimento di rimodulazione erano rispettivamente 3 e 2. Dopo il confronto con i primi cittadini, l’Azienda ha rivisto il Piano prevedendo la chiusura di 2 uffici a Catania e 1 a Siracusa». 

“Questo pomeriggio - concludono - chiederemo inoltre l’istallazione di sportelli Atm a Mili San Marco per garantire una maggiore e più capillare distribuzione di servizi sul territorio”.

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