Cronaca

Il sindaco fra i senzatetto di Cataratti, Unione inquilini: “Mancano vere politiche della casa”

Non solo i tremila baraccati ma anche le nuove povertà nel documento dell'associazione che accusa “situazione stagnante”. Il consigliere Sorbello: “De Luca è la soluzione, non il problema. Ora tocca al consiglio: la proposta di delibera sul baratto amministrativo è una opportunità”

Prende posizione l'Unione inquilini di Messina sulle recenti denunce del consigliere Salvatore Sorbello nella ex scuole che ospitano oggi famiglie e sono in condizioni precarie sia dal punto di vista igienico-sanitario sia per quanto riguarda la sicurezza. bruciano ancora le immagini dei video girati da Sorbello che hanno portato il sindaco ad effettuare un sopralluogo alla scuola di Cataratti.

“Abbiamo seguito con interesse la visita di dieci minuti effettuata sabato scorso dal sindaco Cateno De Luca alla scuola Catarratti - scrive oggi l'Unione inquilini -  Come è noto, quest’ultima, è abitata da 5 famiglie per effetto di una delibera di giunta della vecchia amministrazione, che ha dato vita alla stipula di un comodato d’uso. Abbiamo più volte segnalato, a questa e alla scorsa amministrazione, le condizioni delle strutture per emergenza abitativa (oltre Catarratti ricordiamo la ex U. Foscolo e la P. Donato di Paradiso) documentate ultimamente da alcuni consiglieri e denunciate dal Garante dell’Infanzia di Messina il quale auspica presto un passaggio “da casa a casa”. Senza esiti positivi, ci siamo incontrati con il sindaco il 16 ottobre 2018 (alleghiamo verbale d’incontro) e con gli assessori competenti lo scorso maggio, avanzando proposte concrete e percorribili per trovare soluzioni dignitose e definitive per queste famiglie ed il mantra che,  puntualmente, ci sentiamo  ripetere dall’amministrazione De Luca è che queste persone non dovevano essere collocate in queste strutture, innescando così una giustificazione politica, un alibi per non intervenire con decisione”.

L'Unione inquilini è d’accordo sul fatto che le strutture emergenziali debbano essere dignitose e sicure e rilanciano sfidando la giunta ad individuare adeguate strutture temporanee che favoriscano la transizione abitativa, per far fronte quindi a casi urgenti di grave disagio economico/abitativo.

Unione Inquilini Si Cobas, sit-in a Palazzo Zanca 

“Ricordiamo che ogni anno - scrivono - più di cento famiglie vengono sfrattate con la forza pubblica o altre, per i motivi più disparati, vivono situazioni al limite. Ad oggi, però, la situazione appare complessivamente stagnante: a parte qualche timido tentativo di fare chiarezza (o confusione?) sulla questione del risanamento, mancano delle soluzioni tangibili per i precari della casa. Il bando ERP, emanato con la precedente amministrazione è ancora fermo e devono essere stilate le graduatorie. Ci preme sottolineare che molte delle stesse famiglie che abitano nelle strutture per emergenza abitativa hanno partecipato a quel bando e molte, probabilmente, rientrerebbero nella graduatoria ordinaria riuscendo così ad avere riconosciuto finalmente un diritto. La verità - insiste l'Unione inquilini - è che a Messina mancano vere politiche della casa: non solo i 3000 baraccati esigono risposte serie dopo i “fuochi d’artificio” dello scorso anno, ma anche le nuove povertà, le nuove figure della marginalità abitativa hanno bisogno di soluzioni. Cosa è stato fatto per aumentare l’offerta di alloggi sociali? Cosa è stato fatto per reperire i fondi ordinari? Cosa è stato fatto per le centinaia di morosi incolpevoli che insistono nella nostra città? Sapere amministrare significa combinare le azioni specifiche, ad hoc, con politiche ordinarie, rafforzando e valorizzando l’offerta abitativa”.

“Il sindaco di Messina ha promesso che entro 5 mesi le famiglie di Catarratti saranno fuori  - conclude la nota - Il problema è tuttavia la modalità, ovvero la formula con quale si assegnerà un’alternativa abitativa. Inoltre 5 mesi appaiono interminabili dinanzi alle attuali condizioni fatiscenti.  Con l’inverno alle porte, stare ancora in quella struttura, diventa ancora più difficile, precario e pericoloso. I precari della casa non possono più aspettare”.

Il consigliere comunale Sorbello, a cui va il merito di aver riacceso i riflettori sul tema del risanamento e dei senzatetto, non è voluto entrare nel merito delle disquisizioni tecniche  sulla vicenda ma ha voluto ringraziare l'Unione inquilini perché da sempre sono stati vicini a queste famiglie.  “Il sindaco Cateno De Luca, però - spiega Sorbello -  non è l'unione Inquilini, ed ha responsabilità diretta della situazione ereditata, pertanto, deve muoversi con cautela e nel rispetto della legge. Io sono certo che De Luca è la soluzione, non il problema.  L'odierna amministrazione si è ritrovata davanti a questa triste e difficile situazione ed è stata capace di muoversi per tempo al fine di reperire le risorse utili per l'emergenza abitativa che oggi sono  nella disponibilità del Comune e sulle quali si sta lavorando”.

Il sindaco De Luca ha dato un termine tecnico di  4/5 mesi, trascorso il quale, tutti gli occupanti delle scuole in questione saranno fuori ed avranno finalmente un proprio alloggio.

“Adesso - spiega il consigliere comunale - si giocherà una partita importante in Consiglio sulla proposta di delibera che riguarda il baratto amministrativo che incide notevolmente in molti di questi casi e darà modo di giustificare il possesso degli alloggi in favore di quei soggetti che non potendo  pagare perché disoccupati, potranno prestare la loro opera per il Comune di Messina.  Quanto al termine dato da questo sindaco, mi pare ingeneroso dire che sia un'attesa interminabile, posto che ci sono famiglie che vivono  quest'incubo da oltre 5 anni. Si tratta, ovviamente, di tempi necessari per attivare tutte le procedure di legge. Le stesse famiglie - conclude Sorbello - hanno detto che l'attesa di quattro mesi non è nulla rispetto alla serenità di avere finalmente un alloggio con un tetto sicuro”.

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