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Cronaca

Condannate le famiglie senzatetto che occuparono l'ex caserma dei carabinieri, solidarietà dell'Unione inquilini

Un anno e sette mesi di reclusione e 500€ di multa più le spese processuali. L'associazione si schiera al fianco di chi lotta per il diritto alla casa: "Preoccupante questa crociata punitiva contro persone povere, mentre lo stabile è abbandonato da 13 anni"

Il Tribunale di Messina, in data 12 luglio, ha condannato in primo grado, ad un anno e sette mesi di reclusione e 500€ di multa, gli occupanti dell’ex caserma dei carabinieri in via Gesù e Maria in San Leone di proprietà della famiglia Stagno D’Alcontres.

A dare notizia della sentenza, l'Unione inquilini che ora parla di accanimento da parte della proprietà e chiede la massima solidarietà alle forze democratiche e sociali, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni e ai movimenti "che giudicano, come noi, estremamene preoccupante questa crociata punitiva verso intere famiglie messinesi povere".

Nella nota, firmata dal segretario nazionale Walter De Cesaris e dal segretario della Federazione di Messina, Gianmarco Sposito, si ricorda che tre anni fa, l’avvocato della famiglia d'Alcontres si oppose alla richiesta dell’archiviazione da parte della Procura presso il Tribunale di Messina per gli indagati. "Oggi - scrivono arriva questa ingiusta condanna! Come se non bastasse, la ricca famiglia nobiliare, costituitasi parte civile nel processo, ha richiesto e ottenuto la liquidazione della somma di 2400€ per le spese processuali. La grande struttura in questione, occupata per 4 mesi nel 2015 da una decina di famiglie in grave sofferenza abitativa, è ancora oggi scandalosamente chiusa e abbandonata complessivamente da 13 lunghissimi anni. Lo sgombero avvenne perché i vigili del fuoco certificarono gravi problemi strutturali dell'immobile. A distanza di anni a molte di queste famiglie è stato riconosciuto il diritto ad un alloggio sociale e la caserma, ancora inutilizzata e potenzialmente pericolosa per la pubblica incolumità, non ha ricevuto alcun intervento edilizio per metterla in sicurezza".

Per l'Unione inquilini, la vicenda mostra "accanimento verso soggetti fragili" ed è "il segno inequivocabile di una società sempre più verticale, sempre più iniqua e diseguale" e chiedono alle istituzioni di vigilare "su queste strutture abbandonate da tempo e intimare ai proprietari immobiliari la riqualificazione e la messa in sicurezza"

"Tutta l'Unione Inquilini, a livello nazionale e territoriale - si legge nella nota - si schiera a fianco delle famiglie che lottano per il diritto alla casa, come diritto fondamentale della persona. Saremo loro accanto per continuare questa battaglia fino alla fine del percorso giudiziario. Per la nostra Costituzione la proprietà è un diritto ma non è sacra e non superiore agli altri diritti fondamentali della persona, come quello a un alloggio civile. L'unica cosa sacra è la vita umana, che la mancanza di una abitazione mette gravemente a rischio".

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