menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Università Bandita, chiesto il rinvio a giudizio anche per Santi Fedele: Trasparenza e Merito ammessa parte civile

Il tribunale legittima e riconosce l'associazione a rappresentare studenti, ricercatori e docenti potenzialmente danneggiati dal "sistema" che la procura ha messo sotto accusa

Va avanti il processo che ha messo sotto accusa il mondo universitario etneo. "Università bandita" ha portato alla sbarra ex rettori, ex direttori di dipartimento e una ampia fetta dei potentati accademici. Nel corso dell'udienza preliminare che si è tenuta è stata ammessa, tra le parti civili, anche l'associazione Trasparenza e Merito che da tempo si occupa di denunciare concorsi truccati dentro il mondo universitario.

Con in testa Giambattista Sciré, il ricercatore danneggiato da un concorso truccato con tanto di sentenze passate in giudicato, l'associazione ha condotto una dura battaglia e ha accolto con soddifazione l'ammissione come partec civile: "Questo certifca l’attività svolta in questi anni, secondo statuto, dalla nostra associazione a supportare chi intende contrastare episodi di “mala” università e corruzione ai concorsi".

Università bandita, quel commissario così... Fedele

"D’ora in poi Trasparenza e Merito - recita la nota dell'associazione - che finora ha già avuto un crescente riconoscimento in termini di iscritti (da 10 oggi siamo diventati circa 600 tra docenti e ricercatori che hanno fatto segnalazioni, ricorsi o denunce), in termini di consenso presso l’opinione pubblica e in termini di capacità di comunicazione presso i mass media, rappresenterà sempre più, con maggiore forza e autorevolezza, un punto di riferimento per chi intenda denunciare abusi e ingiustizie all'università, e interpreterà sempre più il ruolo di soggetto attivo nei confronti delle istituzioni per una proposta di riforma radicale dell’attuale sistema universitario".

Università, Suriano (M5stelle). “C'è un problema di etica, chieste verifiche al ministro”

L'associazione ha però rilevato con rammarico e preoccupazione "l’assenza alle udienze, almeno fino ad oggi, dell’Aaeneo catanese e del Ministero dell’Università e della Ricerca, ambedue inclusi nell’elenco delle parti offese stilato dalla Procura, e non può che evocare scenari di "fedeltà" alle reti del precedente potere accademico inquinato, rafforzate da consolidate alleanze politiche. Fatto gravissimo se le istituzioni si deflano perché scoraggiano e disincentivano le vittime e i cittadini a reagire al sistema corruttivo. Speriamo, dunque, in un provvidenziale, seppur tardivo, ravvedimento". Trasparenza e Merito ha tenuto a ringraziare l'avvocato Inzolia che segue l'associazione in questa causa.

L’inchiesta “Università bandita” è stata divisa in due tronconi. Dopo la prima tornata di rinvii a giudizio che ha coinvolto nomi noti dell'ateneo etneo, in un quadro di collusioni e concorsi pilotati, il Gup dovrà decidere a metà gennaio sulla seconda infornata di richieste di rinvio a giudizio che riguardano 47 esponenti del mondo accademico.

Fra questi anche il docente messinese Santi Fedele, accusato – in concorso di Sebastiano Granata e Giovanna Cigliano – di aver procurato un ingiusto danno ai partecipanti alla selezione pubblica per un contratto di ricercatore a tempo determinato.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

MessinaToday è in caricamento